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Adrian Tuchel, scopri l’artista, la sua arte e le opere

 

Adrian Tuchel, artista inglese innamorato di Venezia, rappresenta la perfetta fusione tra l’approccio dell’architetto alla realtà e quello dell’artista alla poesia della luce. Venezia si riflette nell’acqua e il gioco intrigante della sua bellezza si fa declinare dal variare della luce del giorno, per diventare velluto al calar delle tenebre.

Nelle sue opere, tra approccio minimalista da una parte e minuzia del dettaglio dall’altra, descrive i volteggi architettonici che rendono Venezia un “pizzo di marmi”. “Perchè questa è la città dell’occhio”, per usare le parole di Iosif Brodskij nel suo “Fondamenta degli Incurabili”.

Adrian Tuchel, grazie alla propria formazione di architetto, coglie tutta la bellezza dei marmi e dei mattoni ma inonda di una luce calda e poetica la visione della città rendendola aerea, sfuggevole, onirica.

 

IMMAGINE DI COPERTINA

"Siamo nel cuore"

Dopo la Scuola d’Arte e gli studi di Architettura, Adrian Tuchel ha attraversato diverse fasi artistiche prima di giungere al paesaggio architettonico raccontato attraverso la matita, l’inchiostro o l’acquerello. Vive con la propria famiglia a Cambridge, nel Regno Unito, ma appena può torna a Venezia che è diventato per lui il luogo del cuore.

È membro della “Società degli Artisti Architetti” di Londra, degli “Open Studios” di Cambridge, e delle società “Turner” e “Ruskin” di Londra.

I suoi acquerelli, stampe numerate in edizione limitata, sono diventati un Souvenir d’Autore. Un’opera preziosa e unica molto apprezzata dai clienti del Caffè Florian.

 

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"Verso il Bacino" -

Contemplare le sue opere è come aprire una finestra sulla città. Egli riesce ad innalzare il proprio sguardo oltre i tetti. Ci trasporta in volo su campanili, terrazze o altane per cogliere istantanee colorate che lasciano basiti per la velocità del tratto e la gioia profusa dai colori.

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"Caffè Florian, È meraviglioso"

Adrian Tuchel, la sua prima volta al Caffè Florian di Venezia

 

Lo si definiva “il pittore” poiché ancora non si conosceva il nome di quel signore che se ne stava al freddo per ore davanti alla tela. Era stata l’unica presenza nel plateatico del Florian per molti giorni di seguito. Tanta tenacia non era passata inosservata e non aveva lasciato indifferente il personale. Fu invitato ad entrare per ritemprarsi un po’. Da allora il suo sguardo sul Caffè Florian fa parte di noi e della nostra narrazione.

Da quell’incontro è nata nel 2019 la mostra “ADRIAN TUCHEL al Florian”.

La mostra venne allestita nella Sala delle Stagioni e nella Sala Liberty. Tra stucchi, antichi specchi e legni pregiati vennero esposte alcune delle opere paesaggiste, visioni grandangolari e a volo d’uccello sulla laguna, insieme agli acquerelli dedicati al Caffè Florian: dalle esplosive atmosfere carnevalesche ai toni tenui del tè pomeridiano nella Tea Room.

 

 

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Il legame con la città di Venezia e la mostra dei suoi acquerelli al Caffè Florian

 

Arrivare al Caffè Florian, non solo per immortalarlo nei suoi acquerelli, ma per una mostra dedicata a tutte le sue opere, aveva un’enorme valenza non solo per l’artista ma anche per l’uomo.

Era un vero ‘approdo’ per colui che aveva viaggiato per passione e per sfida.

Visioni panoramiche di Venezia insieme a dettagli del Caffè antico sotto le Procuratie Nuove. Una mostra dove ci si poteva girare a trecentosessanta gradi e essere sempre circondati dalla luce e dall’ampio respiro delle sue opere.

Sono proprio le parole di Adrian Tuchel a restituirci la portata e l’impatto emotivo del suo viaggio.

Ero giovane e carico di speranze e si avverava il sogno di andare a Venezia, di vedere e toccare questa meraviglia di città unica. Sentire il polso, l’anima, la celebre musica nella piazza di San Marco.
Ammirare la disposizione dei divanetti rossi sui quali si sono seduti tanti personaggi illustri, seguire con lo sguardo il movimento leggiadro dei camerieri nella livrea immacolata con vassoi colmi di prelibatezze, assaporare nell’aria l’intenso profumo di caffè, ascoltare le “ciaccole” sotto i portici della gente che sciama con nonchalance, cogliere i loro sguardi rispecchiati dalle vetrine, ascoltare le note senza tempo suonate dall’orchestra di archi, stupirmi dell’eleganza e della raffinatezza delle maschere e dei costumi del carnevale, immergermi nella storia infinita di questo tempio della convivialità: tutto questo è da sempre il Florian. Sono riuscito a realizzare per la prima volta il mio sogno, era il 1982, e ho gustato di persona cosa vuol dire gustare una tazzina di caffè al Florian: un viaggio nella storia!

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"Caffè Florian, Atmosfera viennese"

Il legame con Venezia è anche più intimo di quello artistico:

“In questa atmosfera fatta di suoni delle campane, della melodia degli archi, delle voci, è nato in me un sogno che sto continuando a vivere ad occhi aperti. Dopo una cena romantica con una attraente ragazza straniera da poco conosciuta, sui gradini, accanto al Caffè, ho dato il primo bacio alla mia futura moglie, cullato in sottofondo dalla melodia del Florian: era la sera di sabato 18 settembre 1993.”

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"Caffè Florian, Un cappuccino per favore"

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