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I Giardini Segreti di Venezia

 

Tra acqua e cielo, Venezia si erge così ai nostri occhi: un volto di pietra che parla di arte, sacralità e storia.

Il senso di bellezza che ti coglie a Venezia è lo stesso che spinge John Ruskin a scandagliarla con una inestinguibile sete di dettagli architettonici ne “Le Pietre di Venezia”.

Attraversando calli e campielli si può avvertire la mancanza di altri elementi naturali, fino a quando finalmente esplode la primavera con le sue mille sfumature di colori e profumi.

La vegetazione, in questa città in bilico tra elemento liquido e elemento litico, riesce a sorprendere più che altrove mentre si impossessa discretamente della città.

Discretamente, perché a Venezia i giardini sono segreti…a parte alcune eccezioni.

 

Seguiteci in questo viaggio alla scoperta del risveglio primaverile della città di pietra.

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Albero di mimosa in un giardino privato a San Barnaba

Passeggiate Primaverili Lungo i Canali

 

In primavera, i giardini veneziani si trasformano, diventando teatri naturali dove la natura mette in scena il suo spettacolo più affascinante. Le piante rampicanti si adornano di nuove foglie e sfidano le altezze dei muri e le barriere dei confini. I fiori sbocciano in una varietà di colori e l’aria si riempie del profumo di gelsomini, glicini e rose.

 

Nel cuore pulsante della città, affacciati sullo specchio d’acqua che lambisce il Canal Grande, si trovano i Giardini Reali.

Voluti da Napoleone nel 1807 come giardini delle Procuratie Nuove (allora adibite a Palazzo Reale), sono stati restituiti alla città con una nuova veste dopo il meraviglioso restauro del 2019. Passeggiando tra ortensie bianche, alberi di acacia, siepi di alloro e agapanthus in fiore, si può scorgere il ‘Paron de casa’ che svetta in cielo.

Il Campanile di San Marco, elegante icona della città, ci ricorda che siamo proprio a due passi da Piazza San Marco.

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Dai Giardini Reali fa capolino il "Paron de casa", il Campanile di San Marco

Passando davanti al Palazzo Ducale e dirigendosi verso la Riva degli Schiavoni, si osserva da lontano il ‘polmone’ della città.

L’area verde più grande del centro storico si trova nel sestiere di Castello: sono i Giardini Napoleonici che nascono per garantire alla città la presenza di aree verdi, come da decreto napoleonico del 1807. Oggi una parte di questo meraviglioso spazio verde ospita la Biennale, l’Esposizione Internazionale di Arte e Architettura.

 

Spingendosi oltre in questa passeggiata che segue la Riva, il marciapiede che segna il confine tra terra e laguna, si arriva al Parco delle Rimembranze. Siamo arrivati sull’isola di Sant’Elena dove pini marittimi, tigli, farnie, lecci, aceri, olmi, ginkgo, cedri del Libano e palme ci fanno sentire subito in un’altra dimensione. Sedendo sulle panchine fronte laguna si può osservare Venezia e le isole della laguna sospese in una placida bellezza senza tempo.

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Parco di Sant'Elena da cui godere di una bellissima vista sulle isole della laguna

Nascosti tra le calli e i campielli, lontani dai percorsi turistici più battuti, si trovano i giardini segreti di Venezia. Questi spazi verdi sono quasi inaccessibili.

Si risvegliano in primavera, superando con fronde e fiori i limiti imposti dall’uomo e regalando l’illusione che esista un’esclusività del verde che rende privilegiato chi possiede un giardino. Un’esclusività che li rende luoghi paradisiaci.

 

A proposito di paradiso, non si può non pensare al giardino Eden sull’isola della Giudecca.

Inaccessibile, e anche per questo oggi mitizzato, è il simbolo del connubio tra la ricchezza indomita della natura e la cultura che lo ha permeato. Un giardino che ha ospitato e regalato benessere a personaggi illustri come Marcel Proust, Reiner Maria Rilke, Eleonora Duse. Un luogo paradisiaco che ha ispirato pagine di letteratura da Henry James (“Il carteggio Aspern”) a Gabriele D’Annunzio (“Il Fuoco”) per finire con Serena Dandini (“Cronache dal Paradiso”).

Nonostante l’allusione al Paradiso sembri coerente, il nome del giardino lo si deve al gentiluomo inglese che lo acquistò nel 1884: Frederic Eden si innamorò di ciò che era solo un orto e lo trasformò in un sogno. Pergolati di vite, peonie, iris, melograni, pini, cipressi, aranci e limoni, tulipani, dalie, rose di ogni varietà e provenienza.

Acquistato nel 1979 dall’architetto austriaco Friedensreich Hunterwasser, il giardino si presta ad una nuova interpretazione della natura che secondo il nuovo proprietario va lasciata perseguire il suo ordine creando ricami attraverso intrecci di rovi e rami. Abbandonato alla natura, oggi il giardino Eden Hunterwasser non è visitabile per volontà del defunto proprietario. La vegetazione fitta e prepotente lo rendo un ruolo mitologico, fuori dalla portata di ogni intrusione umana.

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Giardino della Memoria di Villa Hériot: un tributo floreale alla città di Venezia e alle sue eroine. Casa Museo e giardino sono lo spunto di riflessione sulla libertà e la resilienza

Rimanendo sull’isola della Giudecca, perché non fare una tappa al Giardino della Memoria di Villa Hériot: un tributo floreale alla città di Venezia e alle sue eroine.

Casa Museo e giardino sono lo spunto di riflessione sulla libertà e la resilienza: le rose gialle “Proust” ricordano l’antifascista Franca Trentin, mentre le vivaci “Bella Ciao” e le delicate “Résurrection da Ravensbruck” onorano la memoria delle donne venete che hanno sofferto durante la guerra. Recentemente, il giardino ha accolto nuove rose bianche in memoria di Valeria Solesin, simbolo di innocenza e speranza, tragicamente scomparsa negli attentati di Parigi.

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Labirinto Borges sull'isola di San Giorgio Maggiore: smarrirsi in un percorso labirintico di un kilometro e mezzo creato da 3200 piante di bosso.

“Il giardino dei sentieri che si biforcano” è l’opera di Luis Borges a cui si ispira il Labirinto di Borges, sull’isola di San Giorgio Maggiore. Progettato per esplorare il tema del destino e delle scelte nella vita. Non è un giardino segreto, bisogna però volerlo trovare per vivere l’indimenticabile esperienza di smarrirsi in un percorso labirintico di un kilometro e mezzo creato da 3200 piante di bosso.

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Parco Savorgnan a Cannaregio, un gioiello incastonato tra le pietre

Per trovare un altro parco pubblico, inaspettatamente alla fine di una calle, bisogna andare verso la stazione ferroviaria.

Il Parco pubblico Palazzo Savorgnan, concepito in origine come orto botanico, si è evoluto nei secoli con prospettive ingannatrici che creano l’illusione di uno spazio più ampio, tipico dei giardini romantici. Oggi, il parco si distingue per il suo prato ondulato e per la presenza di alberi storici come il Ginkgo Biloba e il Celtis australis, imponenti Tassi, la Gleditchia triacanthos, (o Spino di Giuda), e la Broussonetia papyrifera (Gelso da carta), pianta rara, originaria dell’Asia introdotta in Europa nel XVIII secolo.

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Frati Carmelitani Scalzi nel Giardino Mistico

Ultima tappa immancabile per osservare antichi vitigni, autoctoni o importati dai tempi della Serenissima, è il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi: un giardino conventuale suddiviso in sette aiuole che rappresentano le dimore spirituali basate sulle visioni di Santa Teresa D’Avila. Oltre alla bellezza, il giardino è un luogo di lavoro: tre frati affiancati da giardinieri si occupano di coltivare piante officinali essenziali per produrre l’acqua di melissa, un ingrediente chiave per la distilleria e i prodotti del convento.

 

Un giardino esemplare di come si possa conciliare arte e natura? Salpiamo in direzione Murano!

Il giardino del miele di Judy Harvest è uno spazio verde riconquistato e progettato specificatamente per accogliere le api, contribuendo alla produzione di miele e sostenendo la biodiversità dell’ecosistema lagunare.

Un’iniziativa che dimostra come si possa contribuire alla salvaguardia ambientale di Venezia aiutando il prezioso contributo delle api!

Una sinergia in cui l’arte sposa la natura per proteggerla e per trarne ispirazione artistica, come testimoniano le opere dell’artista americana che al Caffè Florian conosciamo bene.

Nel 2006, infatti, Judy Harvest ha esposto “Venetian Satellite” all’interno delle Sale storiche, lasciando un segno nella nostra esistenza con il suo messaggio affidato all’opera: COMUNICATE!

Eventi e Festività di Primavera

 

Festività e tradizioni risvegliano l’anima della città.

La Nascita di Venezia: Un Inno alla Primavera
Il 25 marzo, un soffio di storia si mescola all’aria di primavera, celebrando la fondazione di Venezia nel V secolo.

Il Bòcolo: Un Fiore per l’Eterno Amore
Il 25 aprile, Venezia si tinge di rosso passione con la Festa del Bòcolo. Una rosa, non una semplice rosa, ma un emblema d’amore eterno che si eleva oltre i confini del tempo.

La Festa della Sensa: Sposalizio con il Mare
Il 12 maggio, Venezia rinnova i suoi voti con il mare. La Festa della Sensa è un matrimonio simbolico, un legame indissolubile che celebra secoli di dominio sulle acque.

La Vogalonga: Il Battito Remiero della Laguna
Il 19 maggio, il ritmo dei remi in acqua annuncia l’apertura della stagione remiera. La Vogalonga invita a riscoprire la laguna a bordo di imbarcazioni a remi nel pieno rispetto dell’ambiente.

Le Castraùre: La Festa del Carciofo Violetto
Sull’isola di Sant’Erasmo, la seconda domenica di maggio, si celebra la festa del carciofo violetto. È un tuffo nei sapori e nei profumi della laguna, un viaggio sensoriale tra orti e vigneti dove il carciofo diventa protagonista di una festa che permette di riscoprire e valorizzare i prodotti locali.

 

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Flora Tipica Veneziana: Tra Storia e Curiosità

 

Con l’arrivo della primavera persino i percorsi a noi più noti si rivelano sotto un aspetto sorprendentemente nuovo.

La mimosa, con la sua fioritura precoce ci avvisa che è iniziato il risveglio in natura anche a Venezia, dove i suoi fiori fanno capolino solo dai giardini privati.

Il glicine ci rapisce con la sua bellezza e per l’audacia con cui sfida altezze e confini. Nell’aria intrisa del profumo inebriante delle sue infiorescenze si colgono sfumature di viola e il pensiero va a Marco Polo. Fu proprio lui a portare i semi di “wisteria” a Venezia di ritorno dal suo viaggio in Oriente. Una rarità che conquistò l’Europa di cui siamo grati all’esploratore veneziano.

In un ambiente naturale che sfida anche le piante, sono le alofite che caratterizzano la vegetazione a Venezia: il fiore di barena e la salicornia colorano la laguna e possono  arricchire con il loro gusto particolare anche pietanze e distillati creati per sorprendere il palato.

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