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Giornata Internazionale del Caffè: curiosità e come celebrarla
Le origini di una celebrazione mondiale
Il 1º ottobre si celebra in tutto il mondo una delle bevande più amate e diffuse: il caffè.
La data segna l’inizio dell’annata caffearia, quel periodo che va dal 1° ottobre al 31 settembre dell’anno successivo, periodo in cui si valuta la produzione, il consumo e l’andamento sul mercato del caffè a livello globale.
Istituita dall’International Coffee Organization (ICO), organizzazione che nasce sotto l’egida delle Nazioni Unite, la Giornata Internazionale del Caffè 2024 è diventata un evento globale che unisce istituzioni e persone di settantacinque paesi.
In una piccola tazzina di caffè si può ritrovare l’universo che lo ha prodotto: assaporandolo lentamente facciamo un viaggio sensoriale attraverso il sapore, il corpo e l’aroma.
Un viaggio intenso da Oriente al cuore pulsante di Venezia dove grazie alla maestria italiana la preparazione di un espresso è diventata l’espressione di un’arte.
E’ una giornata in cui fermarsi a riflettere sulla sostenibilità delle coltivazioni di caffè nel mondo e sulle condizioni di lavoro dei coltivatori, per un consumo consapevole di questa antica bevanda.
Dal chicco alla tazzina, in un caffè si tramanda una storia antica di cui narrava già Omero.
Bevanda per eccellenza del secolo dei Lumi, consumare un caffè era un invito al pensiero e alla riflessione, uno stimolo ai cambiamenti, alle evoluzioni ma addirittura alle rivoluzioni, come testimonia la storia della Sala del Senato.
Unico locale ad accogliere le donne mentre in tutta la città vigeva l’interdizione al loro ingresso nei Caffè, la bevanda consumata al Florian diventava il simbolo di democratica condivisione di un rito che permetteva di eludere le distinzioni di classe e di genere.
Viaggio attraverso le radici del caffè
Il caffè ha una storia affascinante e antica.
La leggenda narra che fu scoperto per caso a Kaffa, nel sud dell’Etiopia, da un pastore che osservò un comportamento più attivo nelle capre che si erano nutrite delle bacche rosse da un arbusto. Da quel momento, il caffè iniziò il suo straordinario viaggio, diffondendosi prima nel Medio Oriente (in turco caffè si dice kahve), poi in Europa e infine in tutto il mondo.
Un capitolo affascinante della storia del caffè riguarda i baili veneziani a Istanbul. I baili erano ambasciatori della Serenissima Repubblica di Venezia presso l’Impero Ottomano. Questi diplomatici svolgevano funzioni politiche e commerciali, ma erano anche attenti osservatori delle culture locali. Fu grazie a loro che molte usanze e prodotti orientali, tra cui il caffè, giunsero in Europa. La sede del bailato veneziano, divenne un punto di incontro culturale e commerciale, facilitando lo scambio di idee e beni tra Oriente e Occidente.
Un personaggio chiave nella storia del caffè è Prospero Alpini, un medico e botanico italiano del XVI secolo. Durante il suo soggiorno in Egitto come medico del console veneziano, Alpini studiò le piante locali e documentò le proprietà del caffè. Le sue osservazioni furono pubblicate nel libro “De Medicina Aegyptiorum” nel 1591, che conteneva le prime descrizioni dettagliate del caffè e dei suoi usi terapeutici.
Nel XVI secolo, il caffè era visto con sospetto dai cristiani a causa delle sue origini musulmane e veniva spesso chiamato “la bevanda del diavolo”. Pare che Papa Clemente VIII, dopo aver assaggiato il caffè, abbia dichiarato “troppo buono per essere proibito” e decise di “battezzarlo”, sdoganando la bevanda dai pregiudizi che l’avevano marchiata.
“Nero come il diavolo
caldo come l’inferno,
puro come un angelo e dolce come l’amore”
(Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord)
Con il termine Caffè, per estensione, si intenderà il luogo in cui la bevanda viene consumata. La bevanda porta una rivoluzione negli usi e costumi, diventa sinonimo di interazione sociale, raccoglie attorno a sé le migliori menti della storia dell’umanità.
I Caffè come il Florian diventano luoghi di incontro, salotti letterari, foyer in cui le vicende umane si fondono con la trama della storia. Il commediografo Carlo Goldoni che lo frequentava assiduamente, ne trasse ispirazione per scrivere “La Bottega del Caffè”.
Fa dire a Ridolfo, il personaggio del caffettiere ispirato a Floriano Francesconi, fondatore del Caffè Florian:
“Fò un mestiere onorato, reso necessario al decoro della città, alla salute degli uomini, all’onesto divertimento di chi ha bisogno di respirare”
Come festeggiare il caffè in questa giornata
La Giornata Internazionale del Caffè si presta per sua natura alla condivisione di questa passione sui social media utilizzando l’hashtag #InternationalCoffeeDay.
Le diverse iniziative nel mondo mirano a far conoscere il mondo della coltivazione, della torrefazione, della preparazione e della degustazione del caffè.
Per celebrare la giornata a Venezia si può entrare in un Caffè storico come il Caffè Florian, farsi accogliere dagli effluvi del caffè e lasciarsi andare alla tentazione di consumare un espresso sapientemente preparato ed elegantemente servito nella tazzina “Anniversario”.
“Il caffè mette in movimento il sangue, ne fa sgorgare gli spiriti motori, eccitazione che precipita la digestione, caccia il sonno e permette di utilizzare un po’ più a lungo le facoltà celebrali.”
(Honorè de Balzac)
Fatti e aneddoti
Dalle sue origini leggendarie alle abitudini dei grandi personaggi storici, il caffè ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura e nella società. Scopriamo insieme alcuni dei fatti e degli aneddoti più interessanti legati a questa straordinaria bevanda.
Johann Sebastian Bach amava così tanto il caffè da dedicargli una cantata: la “Kaffeekantate” (Cantata del caffè) fu eseguita per la prima volta nel 1732. Il testo parla in modo ironico della moda di frequentare i caffè, molto diffusa nella società settecentesca di Lipsia, e della passione per il caffè della sua protagonista, Lieschen, che resiste ai tentativi del padre di farle abbandonare questa abitudine.
Ludwig van Beethoven amava il caffè forte: contava 60 chicchi per ogni tazza.
Giacomo Casanova, appena evaso dalle prigioni del Palazzo Ducale, non seppe resistere alla tentazione di bere un caffè al Caffè Florian prima di fuggire in gondola, diretto in Francia.
L’illuminista Voltaire (François-Marie Arouet) si narra ne bevesse addirittura 50 tazze al giorno.
Honorè de Balzac durante la stesura de “La Comedie Humaine” pare abbia bevuto 50.000 tazze di caffè.
Si dice che il compositore Richard Wagner durante la composizione delle sue opere, bevesse spesso caffè per rimanere sveglio e concentrato. Un aneddoto curioso racconta che, durante la composizione del “Parsifal”, esigesse che il caffè fosse preparato in un modo specifico, con una miscela di chicchi di caffè provenienti da diverse parti del mondo per ottenere il sapore perfetto.
Anche Gabriele D’Annunzio era noto per il suo amore per il caffè. Si dice che consumasse grandi quantità di caffè per stimolare la sua creatività e mantenere alta la sua energia durante le lunghe sessioni di scrittura. Nei suoi soggiorni al Vittoriale degli Italiani, aveva una stanza dedicata alla preparazione del caffè, con una vasta collezione di tazze e caffettiere provenienti da tutto il mondo.
Sala del Senato, dove le migliori menti hanno prodotto idee rivoluzionarie davanti ad una tazza di caffè
Il Caffè come momento di condivisione
Il caffè non è solo una bevanda, ma anche un fenomeno culturale e un autentico rituale di condivisione.
In molte culture il caffè è al centro delle interazioni sociali. In Italia, ad esempio, il rito del caffè al bar è un momento irrinunciabile della giornata, un’occasione per scambiare due chiacchiere, raccontarsi la vita e rafforzare i legami. Allo stesso modo, in altre parti del mondo, come in Turchia o in Etiopia, il caffè è parte integrante delle cerimonie tradizionali e delle riunioni familiari.
“Prendiamoci un caffè”
Il caffè crea un’atmosfera di convivialità e permette di trasformare situazioni ordinarie in momenti speciali. È un simbolo di ospitalità e amicizia, capace di trasformare un semplice incontro in un ricordo prezioso.
Ogni tazza di caffè è un’opera d’arte, frutto di una combinazione di scienza e passione.
Dalla scelta dei chicchi alla tostatura, dalla macinatura alla preparazione, ogni fase richiede attenzione e cura. Esistono numerosi metodi per preparare il caffè, ognuno con le sue peculiarità: dall’espresso italiano al caffè filtrato, dal caffè turco al cold brew. Ogni metodo esalta diverse sfumature di aroma e sapore, offrendo un’esperienza unica ad ogni sorso.
Con l’esperienza, il caffè si trasforma nelle mani dei baristi in un’opera d’arte liquida, attorno alla quale si creano momenti di creatività spontanea che possiamo apprezzare nei bar e nei caffè storici di tutto il mondo.
Buon caffè a tutti!