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Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia
Alla scoperta dei Locali Storici d’Italia che raccontano storie di gusto e tradizione
La Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia è un evento che si svolge ogni anno il primo sabato del mese di Ottobre.
Dedicato alla promozione del patrimonio storico-culturale rappresentato da alberghi, ristoranti, pasticcerie e caffè letterari più antichi e prestigiosi d’Italia, definiti “storici” per aver conservato le tracce del passaggio del tempo, tutelando la memoria della storia italiana. Locali che hanno saputo rimanere operativi e attrattivi per la società contemporanea, dimostrando di aver scelto con lungimiranza una prassi stoica e resiliente attraverso i corsi e ricorsi storici.
Tra questi luoghi storici, il Caffè Florian è un simbolo del fascino intramontabile di Venezia. Fondato nel 1720 da Floriano Francesconi è uno dei caffè più antichi d’Europa.
Nel corso dei secoli è stato più di un semplice caffè: è stato un centro di attività artistiche e culturali. Il suo legame con i movimenti artistici veneziani e europei è un’eredità di cui dobbiamo essere orgogliosamente consapevoli e vale la pena curiosare nel mondo Florian per cogliere il valore culturale di questa “bottega da caffè” nata nel XVIII secolo.
Cartolina postale degli inizi del '900
Lo scopo della giornata e gli eventi
Nasce su iniziativa dell’Associazione Locali Storici d’Italia, un sodalizio culturale che riunisce circa duecento locali che si sono resi protagonisti della storia d’Italia per gli eventi di cui sono stati promotori o per essere stati frequentati da personaggi illustri.
I locali storici sono scrigni preziosi che conservano gelosamente lo spirito e l’anima delle generazioni passate.
In ogni regione, da nord a sud, sono tante le iniziative organizzate, (visite guidate, degustazioni), per un unico evento diffuso su tutto il territorio nazionale.
Patrimonio storico e artistico del Caffè Florian
Benvenuti nel cuore della Storia.
Seduti sui divanetti rossi che videro accomodarsi illustrissimi e comuni cittadini, si rinnova la magia della vertigine del tempo.
Il Caffè Florian è dal 1720 il luogo in cui si serve la clientela con uno spirito di accoglienza che è rimasto invariato nel tempo.
Spiriti gaudenti ritrovavano qui un ambiente internazionale che si fondeva al calore della venezianità, anche quella più verace e schietta.
Tra sensualità e letteratura, saggezza popolare e filosofia illuminista, un ricco humus di fermenti culturali è stato forza propulsiva per portare il Florian a navigare trionfante mari tranquilli e solcare indenne mari in tempesta.
Tavolini in marmo di Carrara e criptiche decorazioni di Giacomo Casa nella Sala delle donne.
Il Caffè è sempre stato al centro dei fermenti volti al cambiamento: sotto la Repubblica Serenissima, seguendo le orme della Venezia dominante su Mare e poi su Terra; ospitando i malumori veneziani durante la dominazione austriaca; accogliendo lo scultore Canova, amico della famiglia Francesconi, che rappresentava la bellezza in chiave neoclassica mentre Napoleone cambiava il volto alla città facendole abbandonare il suo aspetto medievale. E ancora, sotto l’egida di un’idea unitaria di nazione, il Florian dava rifugio agli animi desiderosi di scrivere una nuova pagina di Storia.
Un faro, un punto di riferimento a Venezia, in Europa e nel mondo: il luogo in cui ritrovare le proprie radici e un senso identitario per la comunità cosmopolita che abitava Venezia.
L’agio del salotto di casa, una vetrina sul mondo, il sogno ambito per tanti.
I suoi lampioni accesi nella Galleria delle Procuratie Nuove hanno simboleggiato la continuità e l’affidabilità del locale che rappresenta la forza di una Venezia tenace che resiste, che vince, che perde, si arrende, si rialza e riparte.
Viva Verdi, il motto legato al Risorgimento
Da “Alla Venezia Trionfante”, così aveva deciso di chiamarlo Floriano Francesconi in onore della città che dominava i mari, a “Florian”, come affettuosamente lo chiamavano invece i suoi avventori, il Caffè Florian ha attraversato tre secoli lasciandosi i “parrucconi” della repubblica oligarchica alle spalle, passando attraverso dominazione austriaca e poi francese, facendosi palcoscenico dei moti rivoluzionari.
Sarà utilizzando una sedia e un tavolino del Caffè Florian che Daniele Manin il 22 marzo 1848 proclamerà l’indipendenza della Repubblica di San Marco.
Piazza San marco è gremita di patrioti inneggianti e Manin, appena liberato dal carcere, prende la situazione in mano:
Daniele Manin proclama la Repubblica di San Marco salendo su un tavolino del Florian
«Cittadini! Ignoro per effetto di quali venti io sia stato tratto dal silenzio del mio carcere e portato in piazza San Marco. Ma vedo nei vostri volti, nella vivacità dei vostri atteggiamenti, che i sensi d’amor patrio e di spirito nazionale hanno fatto qui, durante la mia prigionia, grandi progressi, ne godo altamente e in nome della patria ve ne ringrazio. Ma deh! non vogliate dimenticare che non vi può essere libertà vera e durevole, dove non c’è ordine, e che dell’ordine voi dovete farvi gelosi custodi, se volete mostrarvi degni di libertà. Ci sono momenti e casi solenni nei quali l’insurrezione non è solo un diritto, ma è anche un dovere»
(Daniele Manin dopo la liberazione a furor di popolo il 17 marzo 1848)
Tavolini in marmo di Carrara che risalgono al 1858. Stucchi e decori sono frutto delle migliori maestranze dell'epoca.
L’arte e l’architettura: un gioiello veneziano senza tempo
Allestite con tavolini in marmo di carrara che ruotano per permettere alle signore vestite in crinolina di accomodarsi sui sofà, decorate da artisti dell’Accademia di Belle Arti sotto la direzione dell’architetto Lodovico Cadorin, le Sale del Florian sono preservate integre, restaurate e manutenute costantemente dal 1858. Per rimanere al passo con le nuove esigenze di servizio senza mai perdere la propria natura di esempio di capolavoro di arte e architettura.
Un museo che vive e respira al passo con i tempi: la bellezza che accomuna i locali storici è proprio questa capacità di essere antichi, autentici, fedeli a se stessi ma mai obsoleti o superati.
Primo luogo a garantire la libertà di espressione: eletto a sede della redazione e dello smercio della “Gazzetta Veneta”. Primo e unico locale in città a garantire l’uguaglianza di genere: aveva una sala dedicata all’accoglienza delle donne mentre in ogni altro Caffè era loro proibito l’ingresso (editto del 1776).
Il Caffè Florian abbatteva la distinzione tra classi sociali: portava insieme membri delle famiglie patrizie e comuni cittadini a condividere spazi comuni e rito del caffè.
“Andemo da Florian”: andare al Caffè diventava un momento democratico della vita in città: un’agorà dove menti brillanti e fomentatori di pettegolezzi – (e quanti intrighi amorosi!) – ponevano le basi del tracciato della storia di Venezia.
Visita guidata alle Sale del Caffè Florian
Memori del grande successo delle precedenti edizioni, anche per l’edizione 2024 sarà possibile farsi accompagnare in un tour storico delle Sale del Florian.
La visita prevede spiegazioni e aneddoti storici relativi ai decori delle Sale: Senato, Cinese, Orientale, Uomini Illustri e Stagioni.
Dietro ogni dettaglio del Caffè Florian c’è un impegno costante e una dedizione che si tramandano da secoli. Le famiglie che hanno gestito questo storico Caffè hanno sempre lavorato con passione per preservare la sua essenza e offrire ai visitatori un’esperienza indimenticabile.
La Giornata Nazionale dei Locali Storici è un’opportunità per riconoscere e celebrare questo impegno.