- Arte
- Lifestyle
Celebrità al Caffè Florian: personaggi famosi e personalità illustri
Il fascino del Caffè Florian: rifugio per celebrità
Da oltre tre secoli, il Caffè Florian è un luogo emblematico di Venezia: la Storia si insinua nelle pieghe dei suoi tessuti preziosi e nelle modanature delle sue decorazioni.
Aperto nel 1720, questo caffè storico non è solo un simbolo di eleganza e tradizione, ma un punto di riferimento per artisti, scrittori, attori e intellettuali di ogni tempo.
Il fattore umano di Floriano Francesconi, il suo fondatore, ha permesso a questo luogo di passare alla storia. Il modo di accogliere e fare sentire a proprio agio i suoi clienti ha decretato il suo successo.
Dalla bellezza dei suoi interni alla sua posizione privilegiata: il Florian ha saputo conquistare il cuore di molti, diventando un luogo iconico per incontri , riflessioni, rivoluzioni di pensiero…e di fatto!
Il Caffè Florian nel XVIII secolo
Il Caffè Florian nel XXI secolo
Letterati al Caffè Florian
Tra le pareti del Florian, le parole hanno dato vita ad alcune delle più celebri opere letterarie.
Vite immaginate si sono innestate su protagonisti veri; vite reali si sono ispirate a esistenze leggendarie.
La letteratura ci aiuta a prendere consapevolezza delle nostre emozioni poiché ce le racconta, le narra, esprimendole in modo universale.
Carlo Goldoni immortala il fondatore del Florian, Floriano Francesconi, nella figura del caffettiere Ridolfo protagonista della commedia “La Bottega del Caffè”, e il suo rivale Gasparo Gozzi sfrutta la capacità del Caffè di attrarre persone e notizie per fondare il primo giornale, “La Gazzetta Veneta”, proprio nelle sale del Florian.
Fò un mestiere onorato, reso necessario al decoro alla città, alla salute degli uomini, all’onesto divertimento di chi ha bisogno di respirare.
(Ridolfo ne “La Bottega del Caffè” di Carlo Goldoni)
La Gazzetta Veneta, il primo giornale, fu redatto al Caffè Florian dal Conte Gasparo Gozzi (acquerello di Lele Vianello)
Giacomo Casanova (1725-1798)
Vita straordinaria e avventure appassionate: Giacomo Casanova si recava abitualmente al Caffè Florian in quanto salotto elegante della città, frequentato da donne con cui poteva flirtare e anche avventori di cui poteva ascoltare le conversazioni nel ruolo di ‘spia’ assoldata del Consiglio dei Dieci. Il suo “Histoire de ma vie” (Storia della mia vita), è un documento prezioso sulla società e sullo stile di vita a Venezia nel XVIII.
"Johann Wolfgang von Goethe", Andy Warhol
Quando nasce la moda del “Grand Tour”, il viaggio di formazione e scoperta dei giovani aristocratici europei che partivano per conoscere le radici storiche dell’Italia, Venezia è una delle tappe più apprezzate: per la sua folgorante storia e per le condizioni abitative che rendono la socialità un’esperienza unica al mondo.
Rivoluzionario sarà il punto di vista di scrittori come Johann Wolfgang von Goethe che raccontano la città facendone una genuina analisi antropologica, riportando usi e costumi con interesse e curiosità.
Mi ostinai a volere trovare la mia strada in quel laberinto senza domandare indicazione a veruno, regolandomi unicamente dalle stelle. È vero che si perde molte volte la strada, però questo metodo si è ancora il migliore per acquistare pratica della città, ed intanto potei osservare l’aspetto, gli usi, i costumi, il modo di vivere degli abitanti, le quali cose tutte variano da un quartiere all’altro.
Buon Dio! E pure un curioso animale, il bipede uomo!
(Goethe 30 settembre a Venezia in “Viaggio in Italia”)
Con il desiderio di carpirne il segreto, autori che oggi conosciamo per fama, visitavano la città con uno spirito pionieristico. Assidui frequentatori del Caffè Florian, cercavano di vivere un’esperienza totalizzante a Venezia. La Piazza San Marco e il Caffè erano il cuore pulsante della laguna, centro nevralgico e forza centripeta di esperienze umane.
Lord Byron era un assiduo frequentatore del Caffè Florian e dei Palazzi veneziani dove partecipava alle feste più belle in città
Lord Byron, poeta romantico che difendeva la libertà delle nazioni, i diritti degli animali, condannava la guerra, amava l’oriente e rifiutava l’omologazione del pensiero, visse a Venezia tra il 1816 e il 1819 componendovi “Childe Harold” e “Don Juan”. Fu proprio lui a battezzare il ponte che collega il Palazzo Ducale alle Prigioni “Ponte dei Sospiri”, poiché attraversarlo rappresentava l’ultima possibilità di osservare la laguna prima di essere rinchiusi in prigione.
La libertà di costumi, la circolazione di idee e l’atmosfera cosmopolita, erano le caratteristiche che amava della città. Trovava ispirazione al Caffè Florian, nella Sala Orientale, dove l’Oriente è descritto come un mondo immaginifico, ideale, onirico.
Amantine Aurore Lucile Dupin, pubblicava con un nome da uomo: George Sand
George Sand, la scrittrice francese, si rifugiava al Caffè Florian per scrivere, fumava in pubblico (cosa che era considerata oltraggiosa) e indossava abiti maschili.
Le Sale del Florian le donavano la sensazione di essere libera.
Il suo spirito poteva esprimersi e le parole scorrevano a fiumi.
D’altronde la Sala del Senato è anche famosa per essere la Sala delle Donne. Tra i tanti atti rivoluzionari del Florian, ci furono quello di accogliere le donne in un momento storico in cui era loro vietato l’ingresso, e quello di ospitare i primi vagiti del Risorgimento.
Daniele Manin nella Sala del Senato nel 1848 (acquerello di Lele Vianello)
Giuseppe Parini, Nicolò Tommaseo e Daniele Manin hanno tenuti vivi i propri ideali di libertà e indipendenza nella Sala del Senato, dando vita alla resistenza veneziana contro la dominazione austriaca.
Honoré de Balzac (1799 - 1850)
Questo magico luogo non è solo un Caffè, ma un luogo dell’anima, una macchina del tempo custode di magnifiche sensazioni nella città più bella del mondo: Venezia
Honoré de Balzac “Racconti d’Italia”
Johann Wolfgang von Goethe con l’opera “Viaggi in Italia”, Ugo Foscolo con “Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis”, Charles Dickens con alcune pagine suggestive sulla città, Honoré de Balzac che amava Venezia, il Florian e soprattutto il caffè: la letteratura ci guida alla scoperta di verità intramontabili sulla natura umana e sulla bellezza inconfutabile di una città che rapisce i sensi.
Marcel Proust si innamorò di Venezia dopo aver letto l’opera di John Ruskin “Le Pietre di Venezia”.
La visitò nel 1900 e ne fu ispirato per alcune scene del suo capolavoro “Alla ricerca del tempo perduto”.
Nella sua opera torna Venezia come un frammento temporale che fa ritrovare il ‘tempo perduto‘; e torna anche il Florian con i suoi specchi che portano allo smarrimento chi si aggira nei suoi spazi labirintici.
Marcel Proust parla del Florian nell'ultima parte de "La ricerca del tempo perduto", Jean Cocteau amava frequentare il Caffè quando veniva in visita a Venezia
L’idea di perdersi in un’opera letteraria ci fa pensare subito allo scrittore argentino Luis Borges e al giardino che lo celebra a Venezia.
Uno dei più grandi scrittori del Novecento, l’autore de “Il giardino dei sentieri che si biforcano” lo vediamo in uno scatto preso al Caffè Florian.
Gabriele d’Annunzio visse a Venezia per molti anni, a partire dal 1910. Si sedeva al Caffè Florian accompagnato da amici e ammiratori, decantava i suoi versi a Eleonora Duse, la celebre attrice con cui visse un lungo amore.
Eleonora Duse e Gabriele d'Annunzio nella Sala Cinese (acquerello di Lele Vianello)
Henry de Reigner, che alloggiava nel famoso palazzo sul Canal Grande, Ca’ Dario, dava appuntamento ai seguaci del suo circolo letterario “dei moustache” (per la moda eccentrica dei baffi).
“A cinque heure sous le Chinois”, “Alle cinque sotto il Cinese”, sottointeso al Caffè Florian, seduti sul sofà sotto il dipinto che ritrae “Il Cinese”.
Jean-Paul Sartre, il filosofo e scrittore esistenzialista francese, amava fare colazione qui con Simone de Beauvoir dopo le loro notti passate a camminare in una Venezia intima e notturna.
Questi e molti altri autori hanno contribuito a rendere il Florian un autentico salotto letterario e la traccia dei loro pensieri permea ancora l’atmosfera del Caffè.
Lo scrittore americano Ernest Hemingway in conversazione al Caffè Florian
Ernest Hemingway ambientò a Venezia l’opera “Al di là del fiume tra gli alberi”. L’ambientazione di questo romanzo è affascinante e inedita per lo scrittore: si svolge tra Venezia, laguna di Caorle, Trieste, le rive del Piave e le campagne della bassa friulana. Fu durante un soggiorno in Veneto negli anni Quaranta che incontrò la giovane nobildonna veneziana Adriana Ivancich, che fu di ispirazione per Renata, la giovane veneziana di cui si innamora il colonnello Cantwell nel romanzo.
La firma di Charlie Chaplin sul libro del Caffè Florian, 1931
Celebrità del cinema
Sir Charles Spencer Chaplin, attore, comico, regista e sceneggiatore, diede vita al personaggio di Charlot (“The Trump”, il vagabondo), emblema dell’alienazione delle classi sociali più emarginate.
Accolto a Venezia da una folla entusiasta, ha lasciato una preziosa testimonianza nel libro delle firme del Caffè Florian: “Food excellent”.
Correva l’anno 1931.
Nel 1972, alla 33ª Mostra internazionale d’arte cinematografica, ricevette il Leone d’oro alla carriera.
Fascino e carisma accompagnavano Clark Gable anche fuori dal set. Indissolubilmente legato al personaggio di Rhett Butler nel celebre film “Via Col Vento” del 1939, seduto nel plateatico del Caffè Florian con il suo drink, aveva gli occhi degli altri clienti addosso, affascinati e increduli di averlo seduto proprio lì due passi.
Venezia divenne icona di charme dopo il film “Summertime” con Katharine Hepburn e Rossano Brazzi. La scena al Caffè Florian cattura il romanticismo tra i due Jane Hudson e l’antiquario Renato de Rossi.
Ai tavolini dal Caffè Florian: Katharine Hepburn e Rossano Brazzi girano "Summertime" nel 1955
La magia di Piazza San Marco non cambia nei secoli. Come al Florian, non sai mai quale incontro inaspettato possa riservarti.
Amica della principessa Grace di Monaco e di Ingrid Bergman che le dedicò l’Oscar nel ’75, Valentina Cortese amava il Florian al punto da volersi fare arredare una parte della casa con mobili che riproducevano una Sala del Florian.
Jean Cocteau, da regista e sceneggiatore partecipava alla Mostra del Cinema di Venezia, ma ci veniva anche come semplice visitatore.
Con l’occasione, non rinunciava al rito di un caffè al Florian seduto nel plateatico, come testimonia la foto sotto.
Jean Cocteau al Caffè Florian negli anni '50
Omar Sharif, iconico protagonista de “Il dottor Živago”, Michelangelo Antonioni il grande regista e cineasta, Catherine Deneuve l’affascinante attrice francese, Martin Scorsese, rinomato regista e sceneggiatore statunitense, Nicholas Cage, l’attore di “Via da Las Vegas”, Paul Newman interprete dei più grandi successi della storia di Hollywood tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta. La lista delle celebrità del cinema che hanno visitato il Caffè Florian è veramente lunga!
Paul Newman star di Hollywood, a Venezia. Dopo la visita al Caffè Florian ha lasciato il ricordo della sua firma nel libro degli ospiti.
Matt Damon, il protagonista della serie di film di Jason Bourne, ha interpretato Tom Ripley ne “Il Talento di Mr Ripley”: film girato proprio al Caffè nel 1999 con Gwyneth Paltrow, James Rebhorn, Jude Law e Cate Blanchet.
Gwyneth Paltrow, Matt Damon, James Rebhorn al Caffè Florian durante le riprese del film "Il talento di Mr Ripley"
Clint Eastwood, il grande attore e regista, ha girato “Ore 15:17 – Attacco al Treno” nel 2017 a Venezia. Durante le pause dalle riprese veniva a ristorarsi al Caffè Florian. Ha osservato le decorazioni del Florian con lo sguardo curioso e incantato di un bambino, regalando con la sua presenza una grande emozione a tutti.
Clint Eastwood in una pausa al Caffè Florian durante le riprese del film "Ore 17:15 -Attacco al treno"
Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Paul Newman, Lee Van Cleef, Max Von Sydow, Michael Caine, Malcolm McDowel, Laurence Fishburne, Gina Torres, John Malkovich, Salma Hayek.
Guidati dal desiderio di conoscere una realtà veneziana che vanta secoli di storia, oppure attirati dall’eleganza del servizio che da sempre garantisce cura e tutela della privacy, le star del cinema hanno frequentato il Caffè anche per il suo ruolo centrale nella vita in città.
Artisti e Musicisti al Caffè Florian
Canaletto (Giovanni Antonio Canal) e Guardi (Francesco Guardi) sono celeberrimi oggi per aver dato vita al genere pittorico del “vedutismo”, ma nel XVIII secolo erano tra i tavolini del Florian a mostrare e cercare di vendere le proprie opere tra gli avventori.
Lo scultore Antonio Canova era amico intimo della famiglia Francesconi che lo ospitava nel proprio appartamento in Campo San Gallo. Frequentava regolarmente il Caffè Florian e lascerà in eredità a Chiaretta, moglie di Valentino Francesconi – nipote di Floriano – gli strumenti con cui ha realizzato le sue sculture neoclassiche.
Targa che ricorda il soggiorno e la morte di Antonio Canova a casa della famiglia Francesconi (foto di Di Didier Descouens)
Tante icone del mondo dell’arte hanno reso omaggio al Caffè.
Tra i vari artisti potremmo citare Andy Warhol che ha lasciato una traccia del suo passaggio: il disegno dell’iconico barattolo Campbell’s, divenuto icona della sua Pop Art.
Giorgio De Chirico, il noto artista che i sogni seppe trasformare in paesaggi urbani, è ritratto dal fotografo Aurelio Amendola mentre si gode Piazza San Marco accomodato ai tavolini del Caffè Florian.
Mimmo Rotella, Bruno Ceccobelli, Fabrizio Plessi, Gaetano Pesce, Botto & Bruno, Omar Galliani, Antonio Dei Rossi, Yuri Ancarani.
Sin dalla sua fondazione il Caffè Florian ha ospitato il mondo che ruotava intorno all’arte. Grazie all’istituzione di eventi come “Temporanea – Le realtà possibili del Caffè Florian” e di “Unica”, ha conservato nel tempo la propria vocazione all’arte ospitando tra le sue Sale ottocentesche aedi dell’arte contemporanea.
Confermandosi quindi il luogo dove passato e futuro si incontrano in un presente che diventa il centro dell’eredità culturale da cui partono sempre nuovi slanci innovativi.
Mimmo Rotella al Florian, 1990
Monteverdi, Cavalli, Legrenzi, Galuppi, Vivaldi, Albinoni, Mozart: Venezia è la città della musica.
A parte le visite al Caffè in persona, questi musicisti hanno lasciato un’eredità importante nella memoria storica della città.
Lo testimonia anche l’omaggio al compositore e musicista Benedetto Marcello cui è dedicato il Palazzo Pisani e, tra gli altri, il ritratto di Giulio Carlini nella Sala degli Uomini Illustri al Caffè Florian.
Passione per la musica, lotta per la libertà e desiderio di un’Italia Unita ci portano direttamente sulle note del Nabucco, opera di Giuseppe Verdi in cui il coro degli schiavi e l’inno alla libertà diventano un messaggio di resistenza e speranza ai patrioti italiani.
Il motto “Viva Verdi”, era diventato un messaggio criptico per il Risorgimento italiano.
"Viva Verdi": acronimo segreto (Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia) per i Veneti sotto gli Austriaci (acquerello di Lele Vianello)
Venezia e il Caffè Florian sono il palcoscenico sul quale avviene la più importante rivoluzione musicale e artistica nel XX secolo.
Igor Stravinskji vi compone la suite sinfonica “Pulcinella”, omaggio alla Commedia dell’arte italiana. La presenza a Venezia dell’impresario dei Balletti Russi Sergej Diaghilev fa da detonatore per altre opere meravigliose come la musica per il balletto “L’Oiseau de Feu” (L’uccello di fuoco). La danza di Nijinsky e le scenografie di Bakst incantarono il pubblico veneziano, aprendo nuove prospettive artistiche.
Uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi: Arthur Rubinstein è stato insignito, tra gli innumerevoli riconoscimenti, anche dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 1971. La sua firma e la foto ai tavolini del Caffè Florian lo immortalano durante una sua visita a Venezia.
Arthur Rubinstein attorniato dai musicisti dell'orchestra del Florian
Tony Hadley degli Spandau Ballet
Le Pagine di un libro straordinario
Avere tra le mani il prezioso libro delle Firme dei visitatori illustri del Caffè Florian è come avere la Storia tra le mani. Viene chiamato anche Albo D’oro, in riferimento all’Albo d’Oro delle famiglie nobili veneziane, il registro che documentava l’appartenenza al Patriziato della Repubblica di Venezia.
Il libro delle firme è il Sancta Sanctorum delle persone che hanno condiviso il piacere di vivere un’esperienza Florian.
Un libro che contrae il tempo su fogli di carta pregiata per riportare in vita emozioni lontane.
Il Caffè Florian come crocevia di celebrità
Se vi sentite frastornati dalla vertigine del tempo e non sapete bene a quale secolo appartenete, non preoccupatevi: è l’effetto Florian!
Varcata la soglia non si sa mai bene dove i suoi racconti ci porteranno.
Il Florian è stato crocevia di celebrità del cinema, del teatro, della pittura, della scultura, della danza, della letteratura, della poesia. La documentazione fotografica è immensa, ma lo è ancor più la raccolta delle firme: solchi di inchiostro lasciati ad imperitura memoria per noi piccoli osservatori contemporanei di questa bellezza forse un po’ sbiadita dal tempo, ma intramontabile nel mito.