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Jean Cocteau a Venezia: L’Artista Poliedrico
Jean Cocteau a Venezia: L’Artista Poliedrico
Poeta, drammaturgo, regista, pittore: interprete versatile e geniale delle avanguardie artistiche del novecento, Jean Cocteau è stato un artista capace di reinventarsi di continuo per appagare il proprio genio poliedrico. La sua vita e la sua carriera sono state plasmate da una sete insaziabile di nuove frontiere artistiche da esplorare.
Un vero e proprio prestigiatore, o giocoliere, dell’espressione artistica.
A Venezia, Cocteau trovava un terreno fertile per coltivare la sua genialità: una città che considerava la città dei sogni, di cui scrive tanto poiché innamoratone sin dall’adolescenza.
Nel dopoguerra è proprio un sogno quello che si realizza a Venezia grazie al sostegno di Peggy Guggenheim con la quale aveva uno strettissimo rapporto di amicizia, alimentato dalla passione condivisa per l’arte e la cultura.
Negli anni ’40 e ’50, partecipava regolarmente alla Mostra del Cinema di Venezia, andava a trovare Peggy a casa, il Palazzo Venier dei Leoni, e si recava al Caffè Florian.
Jean Cocteau per i Ballet Russes
Jean Cocteau ha realizzato disegni, scenografie e costumi per la compagnia di Danza di Sergei Diaghilev (anch’egli frequentatore del Caffè Florian, sepolto a Venezia nel cimitero monumentale sull’isola di San Michele).
In “Parade”, balletto del 1917, Cocteau ha lavorato a stretto contatto con il coreografo Léonide Massine e il compositore Erik Satie, realizzando scenografie, costumi e disegni innovativi che hanno contribuito a creare un’esperienza visiva unica per il pubblico.
Jean Cocteau in Piazza San Marco negli anni '50
Al Caffè Florian, Cocteau aveva l’opportunità di interagire con altri intellettuali e artisti.
Oggi, come allora, è infatti il luogo dell’accoglienza dove passato e presente si fondono per creare finestre temporali che favoriscono le sinergie, l’estro, la cultura e l’arte.
Che si tratti di un’immersione nella sensualità degli arredi ottocenteschi, o che si tratti di godere della piazza tra le più belle al mondo, una visita al Caffè Florian non lascia mai indifferenti.
Sebbene Parigi fosse la sua casa e la sua prima fonte di ispirazione, Venezia e il Caffè Florian divennero per lui un rifugio e un luogo dove misurarsi con la propria ecletticità.
Bisogna immaginare uno scenario culturale di grande fermento intellettuale e artistico in Europa tra Parigi e Venezia.
A Parigi, aveva frequentato gli artisti di Montparnasse, tra i quali Marcel Proust che di lui scrisse: “Crepo di invidia nel vedere come nei suoi straordinari pezzi su Parigi lei sappia evocare delle cose che io ho sentito e che son riuscito ad esprimere solo in modo assai pallido”.
Marcel Proust e Jean Cocteau
Celebrità al Caffè Florian: salotto culturale che ha ospitato figure di spicco del mondo artistico e letterario
Da Parigi a Venezia, il fil-rouge che unisce questa trama straordinaria è il Caffè Florian dove J.W. Goethe, Lord Byron, Honoré de Balzac, Sergei Diaghilev, Eleonora Duse, Henri de Reigner e lo stesso Marcel Proust si sono dati appuntamento con la Storia.
Questo magico luogo non è solo un Caffè, ma un luogo dell’anima, una macchina del tempo custode di magnifiche sensazioni nella città più bella del mondo: Venezia
Honoré de Balzac “Racconti d’Italia”
Jean Cocteau seduto nel plateatico del Caffè Florian
La magia di Venezia e l’ispirazione del Caffè Florian per Cocteau
Il Caffè Florian è il simbolo del legame di Cocteau con Venezia.
Punto di riferimento, da sempre, per artisti, intellettuali, personalità di spicco nonché visitatori da tutto il mondo, dal 1720 il Caffè è considerato il salotto raffinato dove arte e conversazione hanno trovato casa.
Il luogo delle idee, dove la consumazione diventa un rito sociale ed una necessità esistenziale.
Per Cocteau l’arte era essenziale come l’aria, un bisogno atavico, ancestrale, necessario e irrinunciabile per esprimere la propria vera essenza.
“perché la mia semente voli un po’ dovunque”
L’eredità di Cocteau e la mostra a Venezia che lo celebra come giocoliere delle arti
Disegnatore, grafico, muralista, pittore, regista, poeta, romanziere, Jean Cocteau viene celebrato da una grande retrospettiva mai realizzata prima in Italia: Jean Cocteau. La rivincita del giocoliere | Mostra | Collezione Peggy Guggenheim (guggenheim-venice.it)
Jean Cocteau torna quindi a fare visita a Peggy, nella sua casa bellissima sul Canal Grande. Un’occasione unica per comprendere a fondo un artista e un uomo dalla vita votata al demone dell’inquietudine.
Loro non ci sono più fisicamente, ma l’eredità che ci lasciano è enorme e permette alle loro idee di continuare a vivere per insegnarci a comprendere a fondo quella stagione delle loro vite che ha lasciato traccia indelebile nell’arte e nella cultura.
Un uomo combattuto ma autentico, sempre fedele a se stesso.
Il poeta è un mentitore che spesso dice la verità.