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Chi era Jean-Paul Sartre

 

Libertà, responsabilità individuale, domande esistenziali sulla natura umana.

 

Jean Paul Sartre è stato uno dei principali rappresentanti dell’Esistenzialismo, la corrente di pensiero che si interrogava sui cardini dell’esistenza, sulla responsabilità insita nella libertà di scegliere il proprio destino.

L’homme est condamné à être libre

L’uomo è condannato a essere libero

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Jean Paul Sartre in Piazza San Marco nel 1963

Sartre ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della filosofia e della letteratura, rivoluzionando la visione della realtà attraverso una profonda comprensione dell’esistenza umana.

Il legame personale e filosofico di Sartre con Venezia

 

Il rapporto di Sartre con la Serenissima ebbe inizio negli anni ’30 e, nonostante gli ostacoli della cecità, egli continuò a tornarvi attratto dalla libertà e dalla solitudine che Venezia gli offriva.

Era il luogo in cui si sentiva in perfetta sintonia con i principi dell’esistenzialismo.

Nel corso delle sue visite ha scoperto nella città lagunare non solo una fonte di ispirazione personale, ma anche un fertile terreno per lo sviluppo del suo pensiero.

 

Attratto dal fascino malinconico dei suoi fasti perduti, il filosofo trovava in Venezia una silenziosa compagna di viaggio, un rifugio ideale nei momenti di riflessione, cruciale sia nella vita personale che in quella professionale.

Venezia divenne così la sua musa, il luogo dove trarre ispirazione e dove esperire il proprio percorso filosofico.

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Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir facevano colazione al Caffè Florian

Le lettere private di Simone de Beauvoir, offrono uno sguardo intimo sulla loro quotidianità veneziana.

Quando erano insieme a Venezia, passavano le notti a conversare facendo lunghe passeggiate per le calli e attraverso i ponti della città, lontani dalla frenesia del giorno.

Al mattino invece facevano colazione al Caffè Florian dove trovavano una dimensione esclusiva, un rifugio in un luogo fuori dal tempo ma al contempo inserito nel flusso della contemporaneità.

Il Caffè Florian, con la sua atmosfera ricca di storia e cultura, era il luogo ideale per condividere pensieri e idee davanti a una tazza di caffè.

Momenti di quiete e riflessione essenziali per questa coppia che scuoteva le coscienze, testimoniando l’importanza dell’esperienza individuale e della responsabilità personale nella creazione di significato nella propria vita.

Arcipelago in dislocazione, un’isola ontologica in cui la dimensione dell’essere è continuamente messa in discussione: per Sartre Venezia è il luogo dell’inerzia.

Una città che paralizza il turista e lo porta in una dimensione onirica in cui ogni azione è interdetta.

 

La liquidità di Venezia lo attira e lo affascina: non si capisce dove finisca l’acqua e dove cominci il cielo, i palazzi sembrano farsi ingoiare in un gioco di riflessi che porta alla dissoluzione.

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I luoghi significativi di Venezia che Sartre ha visitato

 

Sartre era affascinato dall’arte veneziana, in particolare dalle opere di Tintoretto che considerava espressione dello spirito de La Serenissima: un artista che aveva rivoluzionato le regole dell’arte classica creando una pittura più vera ed empatica, reale e commossa, grazie alla presenza nelle sue tele di personaggi di ogni ceto sociale.

Tintoretto incarna l’uomo in continua lotta con se stesso  e con la sua città. Un uomo ‘braccato’, emblematico di quanto individuo e ambiente si influenzino a vicenda in un profondo intreccio esistenziale.

 Tintoretto è Venezia, anche se non dipinge Venezia

Quando era a Venezia, Sartre si recava spesso alla Scuola Grande di San Rocco ad ammirare il capolavoro di Tintoretto:  il ciclo delle Storie di Cristo.

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La crocifissione di Jacopo Tintoretto alla Scuola Grande San Rocco di Venezia

L’influenza della cultura veneziana sulla filosofia

 

Venezia rappresenta una metafora dell’esistenza umana: fondata sull’acqua, incarna la fragilità della vita, la precarietà e la costante ricerca di equilibrio.

La sua bellezza decadente, un intreccio di canali e palazzi che narrano storie di splendore e declino, ha fornito a Sartre lo scenario perfetto per meditare sulla natura transitoria dell’essere e sulle questioni esistenziali fondamentali.

Al contempo prigione e paradiso, Venezia vive grazie al contrasto che la nutre tra la cultura orientale e quella occidentale, sempre in equilibrio precario tra esistenza ed essenza: temi cari a Sartre e centrali nelle sue opere. Egli oscilla tra repulsione e attrazione verso una città di fatta di opulenza e sensualità, impregnata da odori organici.

Un labirinto di pietra e acqua che si insinua ovunque, dove ogni angolo nasconde una storia e i riflessi di luce riverberano una eco di antiche esistenze.

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Il mondo è iniquità; se lo accetti, sei un complice, se lo cambi, sei un carnefice

Chaque parole a une conséquence. Chaque silence aussi.
Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche.

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