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Il Progetto ‘Rio Grande’: l’Analisi dell’Installazione

 

L’installazione “RIO GRANDE, Postcard From The Borders” (Caffè Florian, 2017) di Yuri Ancarani, sfida le convenzioni attraverso un viaggio visivo che esplora i confini geografici e sociali.

 

Concepita durante i viaggi dell’artista, questa opera ci porta ai margini di due mondi: l’America e il Messico, seguendo il corso del Rio Grande nel deserto di Chihuahua.

“Rio Grande” è un simbolo potente dell’elemento che può dividere o può avvicinare a seconda del contesto geopolitico.

In un mondo dove si discute di muri e barriere, la Mostra “Rio Grande” del 2017 offre una riflessione sul tema della separazione e dell’unione.

 

Tema che ricorre anche oggi e ha ispirato gli artisti che espongono alla Biennale di Venezia 2024:  “Foreigners everywhere”.

 

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Ancarani si abbandona a un genuino piacere dello sguardo, quello di un Europeo che si immerge in un’America ignota.

Le immagini celebrano un Occidente paradossale , dove la preghiera prima di un pasto a base di hot-dogs si accompagna alla ritualità del culto delle armi, a cui cartelli e slogan inneggiano in ogni angolo, in nome di un’autodifesa sancita come ancestrale diritto primario.

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L’Importanza del Caffè Florian come Spazio Espositivo

 

Il Caffè Florian non è solo un Caffè storico, ma un luogo di inclusione e scambio di idee fin dalla sua nascita nel 1720.

Dal 1893, il Caffè conserva uno stretto legame con l’arte contemporanea. Fu proprio sui divanetti della Sala del Senato che fu concepita infatti l’idea della Biennale di Venezia.

La scelta di questo spazio per l’installazione di Ancarani non è casuale: il Florian rappresenta un punto di incontro di culture e storie, proprio come Venezia, di cui rappresenta un microcosmo.

A cura del Direttore Artistico Stefano Stipitivich, la mostra si è tenuta all’interno della XIVª edizione di “Temporanea – Le realtà possibili del Caffè Florian” in concomitanza con la 57ª Esposizione di Arte Internazionale di Venezia.

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L'installazione di Yuri Ancarani: "Rio Grande", una riflessione sui confini da Venezia al Messico

L’ambiente del Caffè, la Sala delle Stagioni,  amplifica la percezione dell’opera, creando un contrasto tra l’atmosfera lussuosa del Florian e le immagini di realtà ai margini proiettate nell’installazione.

Un blackout della percezione, un contrasto che vuole risvegliare le coscienze e ampliare lo sguardo sulle diverse realtà nel mondo.

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Arte e Musica: La Collaborazione tra Yuri Ancarani e Murcof

 

La collaborazione tra Yuri Ancarani e il musicista messicano Tijuana Murcof è un dialogo tra suono e immagine che arricchisce “Rio Grande”.

La musica di Murcof, con le sue tonalità evocative, si intreccia con le immagini dell’installazione, creando un’esperienza immersiva che trascende i sensi e invita alla riflessione.

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Yuri Ancarani al Caffè Florian

Una traccia elettronica di sessantasei minuti commissionata per il film, che tiene insieme tratti minimalisti ed elaborazioni classiche ispirate dalle suites di violoncello di Bach.

L’assenza di dialoghi e suoni ambientali e la predominanza assoluta della partitura di Murcof conferiscono a “Rio Grande” un tratto ora drammatico ora allucinato, quasi il preludio a un thriller cupo e violento, una saga di sangue e terrore che allude al regime di terrore bellico del sanguinario confine messicano.

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Yuri Ancarani nella Sala Stagioni del Caffè Florian dove ha installato "Rio Grande" nel 2017

Il Dialogo tra Spazio Reale e Spazio Filmico in ‘Rio Grande’

 

Esito di un viaggio percorso in auto lungo la valle del fiume, Ancarani racconta l’America profonda.

L’installazione “Rio Grande” porta ad una scomoda riflessione sul confine fisico tra USA e Messico. Al centro dell’opera l’artista pone un paesaggio sociale fatto di contradizioni, paradossi, confini e barriere culturali.

Il simbolismo dell’acqua ritorna come elemento che connette e separa. Il Rio Grande, un fiume che ha segnato storicamente la divisione tra due nazioni, diventa metafora delle barriere politiche e sociali che l’umanità erige.
Parallelamente, il Canal Grande di Venezia rappresenta l’acqua che unisce, un flusso che ha permesso a Venezia di prosperare grazie agli scambi culturali e commerciali.

Il contrasto tra questi due “Grandi” fiumi è palpabile: da una parte, il Rio Grande, simboleggia le sfide e le speranze di coloro che cercano di superare i confini; dall’altra, il Canal Grande, cuore pulsante di Venezia, rappresenta l’apertura al mondo e l’incontro di culture diverse in una fusion tutta veneziana.

Inserendo l’opera di Ancarani nel contesto del Caffè Florian, si crea un ossimoro ma anche un ponte tra questi mondi. Il Florian, con la sua storia di inclusione e dialogo, offre uno spazio dove l’arte può sfidare le percezioni e invitare alla riflessione.

L’installazione diventa così un invito a superare le barriere attraverso l’arte e la cultura.

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