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Perché si chiama Gondola e cosa rappresenta

 

 

Tra i canali e il cielo l’arte fluttua sull’acqua: la Gondola veneziana.

Non si può pensare a Venezia senza farsi venire in mente l’immagine ormai iconica di questa leggiadra Signora, elegantemente vestita di lucido nero e abbellita da accessori di argento lucente.

Puoi vivere un’esperienza immersiva quando ti fai condurre da un gondoliere alla scoperta della città. Non vi è Venezia più vera di quella che si scopre mentre si è cullati a bordo di una Gondola.

Bella e lussuosa come un’alcova patrizia, affidabile e resistente perché da sempre testata per la sopravvivenza in questa laguna.

 

L’origine etimologica della parola pare sia da rintracciare nel greco medievale κονδοῦρα, kondura, (imbarcazione da trasporto), oppure dal latino cymbula (barchetta).

Le cimbote erano infatti barche a fondo piatto in uso già nel VI secolo per navigare tra le isole dei primi insediamenti lagunari.

Tutto rallenta, come se ogni colpo di remo fosse il battito del cuore che scandisce il ritmo della città.

Le notti veneziane si colorano di magia quando la luna getta il suo manto argenteo sui canali e le gondole diventavano palcoscenici di racconti d’amore.

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Quanti tipi di Gondola esistono

 

Gondolino e Gondolone sono le tipologie di Gondola adattate ai diversi usi in laguna.

La Gondola stessa ha subito nei secoli varie modifiche e adattamenti nella forma e nei materiali di costruzione, prima di svilupparsi nella forma leggiadra e elegante che conosciamo oggi. Il suo utilizzo è prettamente turistico e per cerimonie come matrimoni o funerali.

A scopo sportivo si sono sviluppati i Gondolini: prettamente da gara a remi li si può vedere sfrecciare con due vogatori durante la Regata Storica.

Hanno dimensioni leggermente ridotte per renderle più veloci e agili e sono colorati come da tradizione: bianco, canarin, viola, celeste, rosso, verde, arancio, rosa e maron.

Per uno scopo legato alla mobilità urbana invece si usano i Gondoloni: più simili alle gondole antiche hanno una struttura più tozza e bassa e sono privi del ferro di prua (rostro). Sono utilizzati per traghettare da una riva all’altra del Canal Grande fino a quattordici persone in punti strategici della città come Ca’ d’Oro e Ca’ Rezzonico.

Gondolini al cordino

Gondolini colorati alla Regata Storica

La forma asimmetrica, che “pende” verso destra, fa sì che tenda a muoversi leggermente in diagonale. Essa è stabilizzata dal peso del gondoliere e dalla forcola con la quale questi imprime freno o accelerazione al moto.

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Curiosità sulla Gondola Veneziana e perché sono di colore nero

 

Sino ai primi del novecento la gondola era dotata di félze, un baldacchino smontabile che garantiva copertura durante la stagione fredda ma anche intimità nel mezzo di trasporto che diventava per le famiglie aristocratiche una sorta di salotto di rappresentanza, nonché alcova per gli incontri amorosi.

Per contenere la stravaganza nelle decorazioni che rendevano la gondola uno status symbol, dal 1609 intervenne il Senato con dei decreti suntuari a stabilire un limite all’eccentricità di tessuti e orpelli. Da quel momento la gondola vestirà il nero, il colore che meglio esprime l’eleganza di un’imbarcazione signorile.

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Per impermeabilizzarla, lo squerarolo, il maestro d’ascia (massima figura nei cantieri navali dove si costruivano a mano le imbarcazioni in legno), dava nove mani di pece nera.

Ogni due anni la Gondola va ridipinta completamente e resta nello squero (il cantiere per le gondole il cui nome deriva da squara, “squadra”) circa un mese. Oggi si sostituisce la pece con gli smalti per il legno. Si danno dieci mani e tutte a pennello.

Un lavoro da secoli tramandato solo oralmente che richiede una bravura straordinaria per riuscire per esempio a curvare le tavole longitudinali lunghe undici metri.

La gondola infatti è lunga circa undici metri, larga circa un metro e mezzo e può pesare tra i trecentocinquanta e i quattrocento chilogrammi. È composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con 8 essenze di legname diverso. La sua costruzione richiede più di un anno.

I listelli laterali sono piegati e incurvati uno ad uno su canne di palude veneziana: ad un’estremità viene applicata acqua fredda, mentre quella opposta è riscaldata dal fuoco.

Lo sbalzo termico, piuttosto che una pressione meccanica, determinano la deformazione plastica della materia prima.

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Adrian Tuchel "Gondola"

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Cosa rappresenta la prua della Gondola

 

Un ruolo fondamentale nel gioco dei contrappesi che rendono la Gondola un capolavoro non solo di arte ma anche di fisica, è data dalla prua.

Il Ferro da Gondola “fero da prova” (ferro da prua), si trova nella parte anteriore della barca per bilanciare il peso del Gondoliere. Espressione di un’antica e mai tramontata vocazione artigianale, era un tempo effettivamente costruita in ferro e poteva arrivare a pesare venti chili! Adesso è costruito in acciaio inossidabile o alluminio placcato e pesa circa otto chili.

Nato con la funzione di proteggere da eventuali collisioni, acquista intorno alla metà del XVIII secolo l’attuale forma a pettine seguendo l’evoluzione della forma della gondola. È costituito da sei rebbi (denti) che, secondo un’interpretazione moderna, rappresentano i sei sestieri di Venezia con la Giudecca.

La sommità, la “Zoia” (gioiello), rappresenta il Corno Ducale (copricapo del doge), ragione per cui il ferro da prua viene anche chiamato Dolfin.

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Ferro da gondola della famiglia Dolfin, esposto al Metropolitan Museum di New York

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Il dente singolo posteriore e quello anteriore posti sullo stesso piano, formano una specie di croce che parrebbe un retaggio dei protorni fenici, attorno ai quali veniva fissato lo “strallo” (cima) dell’albero.

 

(Franco Corè, Il ferro della gondola – Com’è nato e a cosa serviva?)

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Scopri la differenza tra Gondola Veneziana e Sandolo

 

A differenza della Gondola, il Sandolo non è asimmetrico e ha un fondo piatto, caratteristica che permette al vogatore di stare al centro della poppa.

Utilizzato già dal XIII secolo per la pesca di vongole e cozze, il “Sandalium” (nome latino che richiama proprio il calzare romano) viene oggi utilizzato per diporto, per trasporto di carichi leggeri e nelle regate.

È un’imbarcazione solida, capiente e maneggevole che viene usata per far vivere ai turisti un’esperienza ‘venezianissima’ meno legata all’immagine stereotipata della Gondola.

Molte altre imbarcazioni lagunari sono derivate da questo modello. A seconda degli usi, delle forme e della zona di utilizzo questo ha assunto nomi diversi: sandolo pupparino, sandolo s’ciopon, sampierota o sandolo sampierotto, mascareta, sandolo buranello, sandolo da barcariol, saltafossi.

È possibile vederne ancora oggi esemplari di dimensioni maggiori, come il sandalo sampierotto, armati con vela solitamente “al terzo”.

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Fondo Paolo Monti, BEIC, Civico Archivio Fotografico di Milano

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Sandolo mascareta da regata

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