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Alla scoperta dei Locali Storici d’Italia che raccontano storie di gusto e tradizione

 

La Giornata Nazionale dei Locali Storici d’Italia è un evento che si svolge ogni anno il primo sabato del mese di Ottobre.

Dedicato alla promozione del patrimonio storico-culturale rappresentato da alberghi, ristoranti, pasticcerie e caffè letterari più antichi e prestigiosi d’Italia.

Definiti “storici” per aver conservato le tracce del passaggio del tempo, tutelando la memoria delle tappe della storia italiana.

Hanno saputo rimanere operativi e attrattivi per la società contemporanea, dimostrando di aver scelto con lungimiranza una prassi stoica e resiliente attraverso i corsi e ricorsi storici.

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Lo scopo della giornata e gli eventi

 

Nasce su iniziativa dell’Associazione Locali Storici d’Italia, un sodalizio culturale che riunisce circa duecento locali che si sono resi protagonisti della storia d’Italia per gli eventi di cui sono stati promotori o per essere stati frequentati da personaggi illustri.

I locali storici sono scrigni preziosi che conservano gelosamente lo spirito e l’anima delle generazioni passate.

Quando parliamo di Locali Storici d’Italia, non solo la memoria involontaria si attiva e fa tornare alla mente antiche atmosfere e preziose esperienze gustative legate all’infanzia, si mette in moto anche un processo di identificazione. Le loro vicende sono infatti indissolubilmente legate al vissuto storico della comunità in cui sorgono.

 

In ogni regione da nord a sud è possibile aderire alle iniziative organizzate: visite guidate, degustazioni, per un unico evento diffuso su tutto il territorio nazionale. Piemonte, Veneto, Campania, Lombardia, Liguria, Toscana tra le prime in classifica per numero di adesioni al progetto.

Ambasciatore dei Locali Storici d’Italia è l’On. Vittorio Sgarbi, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura

“I locali storici d’Italia sono parte della musica, della letteratura, della poesia, del teatro, e l’Associazione nazionale con le sue iniziative compie un’azione importante di garanzia e conservazione non solo dei luoghi fisici, ma anche di tutela della memoria. Sono dei veri e propri musei dell’ospitalità, personalmente mi trovo molto bene nei locali storici, sono ragione di memoria felice, meritano tutta la nostra attenzione e la nostra presenza governativa, per tutelarne la persistenza nel tempo e garantirne la continuità.”

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La cartolina e la Guida dei Locali Storici insieme al Ferro da Gondola del Florian

Il Caffè Florian e la visita guidata nelle magnifiche Sale

 

Benvenuti nel cuore della Storia.

Seduti sui divanetti rossi che videro accomodarsi illustrissimi e comuni cittadini, si rinnova la magia della vertigine del tempo.

Il Caffè Florian è dal 1720 il luogo in cui si serve la clientela con uno spirito di accoglienza che è rimasto invariato nel tempo.

Punto di riferimento per anime gaudenti che ritrovavano qui un ambiente internazionale che si fondeva al calore della venezianità anche quella più popolana e schietta.

Tra sensualità e letteratura, saggezza popolare e filosofia illuminista, un ricco humus di fermenti culturali è stato forza propulsiva per portare il Florian a navigare trionfante mari tranquilli e solcare indenne mari in tempesta.

il Caffè era il fulcro della forze centripete alimentate dai fermenti del cambiamento: sotto la Repubblica Serenissima, seguendo le orme della Venezia dominante su Mare e poi su Terra, raccogliendo i malumori durante la dominazione austriaca, ospitando lo scultore Canova che rappresentava la bellezza in chiave neoclassica mentre Napoleone cambiava il volto alla città rendendola meno medievale, e ancora sotto l’egida di un’idea unitaria di nazione.

 

Un faro, un punto di riferimento a Venezia, in Europa e nel mondo.

 

Quando il futuro sembrava diventare incerto e nebuloso il Caffè Florian costituiva il luogo in cui ritrovare le proprie radici e un senso identitario per la comunità cosmopolita che abitava Venezia. L’agio del salotto di casa, una vetrina sul mondo, il sogno ambito per tanti letterati come Johan Wolfgang Goethe quando ancora per raggiungere l’isola non si poteva che essere trasportati da un’imbarcazione.

Davanti a scelte politiche e stravolgimenti epocali era ristoro per anime inquiete che ritrovavano nel Caffè il calore familiare che sempre accoglie.

 

Nonostante tutto, il Caffè Florian c’è sempre stato.

I suoi lampioni accesi nella Galleria delle Procuratie Nuove hanno simboleggiato la continuità e l’affidabilità del locale che rappresenta la forza di una Venezia tenace che resiste, che vince, che perde, si arrende, si rialza e riparte.

 

Da “Alla Venezia Trionfante”, così aveva deciso di chiamarlo Floriano Francesconi in onore della città che dominava l’Adriatico, a Florian”, come affettuosamente lo chiamavano invece i suoi avventori, il Caffè Florian ha attraversato tre secoli lasciandosi i “parrucconi” della repubblica oligarchica alle spalle, passando attraverso dominazione austriaca e poi francese, facendosi palcoscenico dei moti rivoluzionari.

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Cartolina postale degli inizi del '900

Il Caffè Florian: un faro nei flutti della Storia veneziana e italiana

 

Sarà utilizzando una sedia e un tavolino del Caffè Florian che Daniele Manin il 22 marzo 1848 proclamerà l’indipendenza della Repubblica di San Marco.

Piazza San marco è gremita di patrioti inneggianti e Manin, appena liberato dal carcere, prende la situazione in mano:

«Cittadini! Ignoro per effetto di quali venti io sia stato tratto dal silenzio del mio carcere e portato in piazza San Marco. Ma vedo nei vostri volti, nella vivacità dei vostri atteggiamenti, che i sensi d’amor patrio e di spirito nazionale hanno fatto qui, durante la mia prigionia, grandi progressi, ne godo altamente e in nome della patria ve ne ringrazio. Ma deh! non vogliate dimenticare che non vi può essere libertà vera e durevole, dove non c’è ordine, e che dell’ordine voi dovete farvi gelosi custodi, se volete mostrarvi degni di libertà. Ci sono momenti e casi solenni nei quali l’insurrezione non è solo un diritto, ma è anche un dovere»

 

(Daniele Manin dopo la liberazione a furor di popolo il 17 marzo 1848)

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Primo luogo a garantire la libertà di espressione: eletto a sede della redazione e dello smercio della “Gazzetta Veneta”. Primo e unico locale in città a garantire l’uguaglianza di genere: aveva una sala dedicata all’accoglienza delle donne mentre in ogni altro Caffè era loro proibito l’ingresso.

Il Caffè Florian abbatteva la distinzione tra classi sociali: portava insieme membri delle famiglie patrizie e comuni cittadini a condividere spazi comuni e rito del caffè.

“Andemo da Florian”: andare al Caffè diventava un momento democratico della vita in città.

Il Florian come un’agorà dove menti brillanti e fomentatori di pettegolezzi (e intrighi amorosi!) costruivano, masegno dopo masegno, il tracciato della storia di Venezia.

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Italico Brass, "Al Caffè Florian", (1912)

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Visita guidata alle Sale del Caffè Florian

 

Memori del grande successo delle precedenti edizioni, anche quest’anno sarà possibile farsi accompagnare in un tour storico delle Sale del Florian.

La visita prevede spiegazioni e aneddoti storici relativi ai decori delle Sale: Senato, Cinese, Orientale, Uomini Illustri e Stagioni.

Allestite con tavolini in marmo di carrara che ruotano per permettere alle signore vestite in crinolina di accomodarsi sui sofà, decorate da artisti dell’Accademia di Belle Arti sotto la direzione dell’architetto Lodovico Cadorin, le Sale sono state preservate integre, restaurate e manutenute costantemente per rimanere al passo con le nuove esigenze di servizio senza mai perdere la propria natura di capolavoro artigianale.

Un museo che vive e respira al passo con i tempi: la bellezza che accomuna i locali storici è proprio questa capacità di essere antichi ma mai superati.

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