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L’importanza culturale della Sensa per veneziani e visitatori

 

La Festa della Sensa celebra il legame storico e profondo tra Venezia e il mare.

La città, un diaframma naturale urbanizzato nel corso dei secoli, separa il mare dalla laguna, dove l’ambiente naturale e quello antropico, frutto di resilienza e passione artistica, coesistono.

La Festa della Sensa è quindi l’occasione per ravvivare la consapevolezza dell’identità veneziana, coinvolgendo residenti e turisti in un momento di riflessione e divertimento.

Il mare è fondamentale per Venezia, essendo rifugio, sostentamento, ricchezza e risorsa. Questa ‘via’ ha permesso alla città di esplorare il mondo e di portare a casa sapori, arte e conoscenza, dandole la possibilità di prosperare e arricchire il proprio patrimonio culturale.

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Rievocazione del viaggio del Doge al Lido per lo "Sposalizio con il Mare"

Origini della festa: un viaggio nel tempo

 

“Sènsa” è il termine veneziano per l’Ascensione, una festività cristiana che commemora l’ascesa al cielo di Gesù quaranta giorni dopo la sua morte e resurrezione.

La data corretta sarebbe il giovedì dopo la quinta domenica successiva alla Pasqua, quindi il 9 maggio, ma in Italia la celebrazione è stata spostata a domenica 12 maggio. Siate quindi pronti a vivere un momento di festa e celebrazione assai importante per Venezia.

In questa Festa si celebra sia l’aspetto religioso che quello commemorativo di due date importanti per la storia della città.

Il primo cronologicamente risale al 9 maggio dell’anno 1000 quando Pietro II Orseolo, doge di Venezia, intervenne per proteggere gli abitanti e i mercanti veneziani dagli attacchi dei pirati Narentani, inaugurando l’espansione veneziana nell’Adriatico.

L’altro momento celebrato risale al 1177, quando il doge Sebastiano Ziani ospitò la firma della pace di Venezia tra Papa Alessandro III e l’Imperatore Federico Barbarossa, ponendo fine alla lunga contesa tra Papato e Impero.

 

La tradizione, che affonda le radici nell’epoca bizantina, vedeva il vescovo di Olivolo (sestiere di Castello) impartire la benedizione al mare.

Questo rito fu affiancato dallo Sposalizio del Mare che traduceva metaforicamente il ruolo da protagonista che Venezia stava assumendo negli equilibri geopolitici.

Alla cerimonia presenziava il Doge, testimone dell’unione simbolica tra la città e il suo mare, che da Palazzo Ducale raggiungeva il Lido sul Bucintoro, seguito da un corteo di imbarcazioni.

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“Nuova fiera della Sensa”, Gabriele Bella (XVIII secolo)

Gabriele Bella, attivo tra il 1740 e il 1782, è noto per le sue vedute dettagliate che sono dei preziosi resoconti dei costumi della Repubblica Serenissima.

La “Nuova fiera della Sensa” ci racconta proprio la Festa della Sensa.

In Piazza San Marco i venditori si sistemavano in una struttura ellittica di legno, con merci comuni all’esterno e oggetti preziosi all’interno, attirando turisti e commercianti per tutto il giorno. Era affollata anche di pellegrini diretti in Terra Santa.

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Il bucintoro in viaggio verso il Lido di Venezia, Francesco Guardi (XVIII secolo)

Il corteo storico e il rito del matrimonio con il mare

 

Il momento clou della festa era il corteo storico acqueo che seguiva il Bucintoro lungo le varie fasi del rito.

Venezia, per il suo ruolo diplomatico nel raggiungere la pace nel 1177, ricevette dal Papa un anello come simbolo di gratitudine, consacrando la città come “regina dei mari” e terza potenza europea dopo il Papato e l’Impero.

Le cronache storiche raccontano che la cerimonia aveva inizio con una messa nel monastero di Sant’Elena. Il vescovo e il Doge salivano a bordo del Bucintoro, portando acqua santa, sale e un ramo d’ulivo per l’aspersione. Dopo la benedizione del mare, il Doge lanciava l’anello in mare.

La cerimonia proseguiva con lo sbarco al Lido e una processione religiosa fino alla chiesa di San Nicolò, patrono dei marinai.

Desponsamus te, mare nostrum, in signum veri perpetuique dominii

(Ti sposiamo, mare nostro, in segno di vero e perpetuo dominio)

Il lancio dell’anello nel mare, simbolo di unione, è a tutti gli effetti un rito propiziatorio per assicurare pace e benessere, mare calmo e vento favorevole: essenziali per garantire navigazioni sicure e commerci floridi.

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"Il Ritorno del Bucintoro al molo nel giorno dell'Ascensione" Giovanni Antonio Canal, 1738

Quando ritto il doge antico
su l’antico bucentauro
l’anel d’oro dava al mar (…)

 

Le nozze del mare, Giosuè Carducci

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"Le spose del mare" opera di Roberto Kusterle

In omaggio al matrimonio simbolico con il mare, l’artista Roberto Kusterle ha creato l’installazione “Le spose del mare” nella Sala Cinese del Caffè Florian: la fotografia diventa per lui lo strumento per far rivivere il mistero di quel rito.

Queste spose sono presenze eteree che parlano di opulenza ma anche di resilienza, caratteristiche che sono la cifra identificativa della storia della città.

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La Festa della Sènsa oggi: tra tradizione e celebrazione contemporanea

 

Oggi, la festa può aver perso parte del suo valore religioso e simbolico originario del XII secolo, trasformandosi in un evento pubblico che unisce veneziani e visitatori da tutto il mondo.

La tradizione delle regate, profondamente radicata, continua a vivere. Come in passato, le imbarcazioni delle associazioni remiere scortano la Serenissima bissona (l’imbarcazione delle autorità) fino alla bocca di porto, dove viene recitata la formula del rito in latino e lanciato l’anello che simboleggia l’unione con il mare Adriatico.

Il sindaco di Venezia partecipa gettando una corona di alloro in mare, in segno di rispetto per l’antica usanza e per sottolineare l’importanza di questo rito annuale.

L’evento è un’espressione d’amore per la laguna.

Una giornata di festa caratterizzata dalle gare di voga: pupparini e mascarete a due remi, gondole a quattro remi che animano la laguna brulicante di imbarcazioni tradizionali da cui parte un tifo sfegatato per i regatanti.

L’appuntamento è fissato quindi per il 12 maggio.

Si tratta senza dubbio di un evento da non perdere, che offre l’opportunità di immergersi nella storia millenaria della Serenissima, nel suo legame profondo con il mare e nella pratica della Voga alla Veneta.

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