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Il tema della Biennale Arte 2024: “Stranieri Ovunque” – Foreigners Everywhere”

 

La genesi della Esposizione Internazionale d’Arte vede il sindaco Riccardo Selvatico accomodato sui divanetti della Sala del Senato al Caffè Florian in compagnia della sua cerchia di amici artisti e intellettuali ad ipotizzare la nascita di una mostra di arte contemporanea dislocata nei padiglioni dei giardini napoleonici.

Una mostra diffusa che catalizzasse le migliori energie del panorama artistico e proiettasse Venezia in uno scenario cosmopolita di arte e innovazione.

Con una delibera dell’amministrazione comunale di Venezia del 19 aprile 1893, proponevano infatti di istituire un’esposizione artistica a cadenza biennale.

 

Nel 1895 nasceva la Biennale di Venezia.

 

Da allora è fortemente sentito al Florian il legame con il mondo dell’arte contemporanea: in concomitanza con la Biennale di Venezia viene invitato un artista a ‘creare’, a reinterpretare, lo spazio di una Sala storica con installazioni site-specific.

Il legame tra l’arte contemporanea e il Caffè Florian

 

Da quella famosa sera del 1893 in cui il sindaco sognava per Venezia un ruolo centrale nel mondo della produzione artistica contemporanea, il Caffè Florian ha saputo calcare le orme di tale ispirazione proiettandosi nello scenario internazionale come sede naturale per accogliere prestigiosi artisti e dare loro la possibilità di esprimere la personale lettura del mondo, accolti in uno scrigno di arte ottocentesca.

Le varie iniziative hanno permesso al Caffè storico di proiettarsi in un flusso di contemporaneità.

 

Attraverso le edizioni di “Temporanea – Le realtà possibili al Caffè Florian” gli artisti sono stati invitati ad interpretare una Sala o più spazi del Florian attraverso opere “site specific”, mentre con le edizioni di “Unica” il vetro, la fotografia, la pittura e la poesia hanno trovato l’ideale scenografia per un messaggio universale come solo l’Arte sa veicolare.

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BRUNO CECCOBELLI "Figli d'api" "Temporanea - le realtà possibili del Caffè Florian" 1988

Tra gli artisti protagonisti della Biennale Arte che si sono cimentati con le loro opere al Caffè Florian:

Bruno Ceccobelli, pittore italiano che ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1986 e nel 1993, ha presentato l’opera “Figli d’api” per la “Temporanea – Le realtà possibili al Caffè Florian” del 1988.

Mimmo Rotella (Biennale Arte 1964) ha realizzato 19 grandi décollages arricchiti da sovrapitture in tutte le Sale del Caffè nel 1990 per la sua opera “Rotella al Florian”.

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MIMMO ROTELLA "Rotella al Florian" "Temporanea - le realtà possibili del Caffè Florian", 1990

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MIMMO ROTELLA in fase di allestimento al Caffè Florian

Pietro Ruffo che per la Biennale 2024 presenta al Padiglione Venezia “L’immagine del mondo”, aveva realizzato per il Caffè Florian l’installazione “Negative Liberty”.

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Installazione in Sala Cinese al Caffè Florian. Opera di Pietro Ruffo "Negative Liberty"

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Gaetano Pesce, architetto e designer italiano che ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1972, 1976, 1980, 1986, 1996 e 2014, realizza per il Caffè Florian “Un vaso (goto) per Venezia” in occasione della Temporanea del 1995.

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Gaetano Pesce "Un vaso (goto?) per Venezia", Caffè Florian 1995

Crea un oggetto in resina che è al contempo pratico, perché può contenere, ma anche culturale poiché è il supporto di una nota culturale dell’autore: “Brindiamo a Venezia perché diventi ancora un luogo di vita moderna, di moderno comportamento, di progresso, di gioia, di ottimismo, di scoperta, di fiducia nel futuro, di coraggio, aperta alla cultura del mondo attuale…(…)”

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Fabrizio Plessi presente alla 54sima Biennale con “Mari verticali”, ha realizzato per il Caffè Florian “Cristalli Liquidi” nel 1993, “Movimenti dell’anima” nel 2001 e una video-installazione in occasione dei 290 anni del Caffè Florian nel 2010.

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Yuri Ancarani, artista e regista italiano (Biennale Arte 2013 e Biennale Cinema 2021 tra le varie partecipazioni), con la sua opera “Rio Grande, postcard from the Borders” porta nel 2017 al Caffè Florian una riflessione politica e sociale sul tema dei confini, dei muri, della marginalità.

Un tema in linea con le problematiche che l’Arte affronta nell’edizione 2024 della Biennale.

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YURI ANCARANI "Rio Grande" "Temporanea - Le realtà possibili del Caffè Florian", 2017

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YURI ANCARANI, "Rio Grande - Postcard from the Borders", (2017)

Sono solo alcune testimonianze delle sinergie che attraverso l’arte sposano il passato al futuro creando un presente esperienziale come solo al Florian è possibile vivere.

La sessantesima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia si intitolerà “Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere” e sarà curata da Adriano Pedrosa, direttore artistico del Museu de Arte de São Paulo in Brasile.

Uno sguardo all’avanguardia artistica: un appuntamento di rilevanza mondiale che raccoglie artisti, visitatori, ospiti illustri, intorno ad opere d’arte che giungono da tutto il mondo.

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Biennale Arte 2024: "Stranieri Ovunque"

Si svolgerà dal 20 aprile al 24 novembre, ai Giardini, all’Arsenale e in altri luoghi di Venezia; coinvolgerà artisti provenienti da diverse parti del globo, con una particolare attenzione alle voci emergenti e alle pratiche artistiche non occidentali.

 

La mostra si propone di esplorare le diverse forme di alterità, marginalità, migrazione, esilio, essenze autoctone, inclusione attraverso esperienze artistiche e umane di molti artisti provenienti da diverse parti del mondo, in particolare dal cosiddetto “Global South”.

 

Si preannuncia come un evento imperdibile per gli appassionati di arte contemporanea che potranno confrontarsi con le molteplici sfaccettature del tema per essere ascoltati attraverso il messaggio dell’Arte.

«Il termine italiano “straniero”, il portoghese “estrangeiro”, il francese “étranger” e lo spagnolo “extranjero” sono tutti collegati sul piano etimologico rispettivamente alle parole “strano”, “estranho”, “étrange” ed “extraño”, ovvero all’estraneo.

Straniero significa “appartenente a un altro paese o a una diversa cultura”

La radice etimologica di “foreigner” in inglese è la parola latina foris, che significa “all’esterno”.

Foreigner significa quindi “colui che viene da fuori”.

In dialetto veneziano straniero si dice “foresto”.

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La visione del curatore Adriano Pedrosa

 

Il tema scelto da Pedrosa vuole portare a riflettere sulle questioni di identità, appartenenza, creatività in tempi di crisi: aspetti che caratterizzano il mondo contemporaneo, sempre più globalizzato e interconnesso.

Una spinta che nasce per interrogarsi attraverso l’Arte sugli eventi storici che stiamo vivendo, dal post-pandemia alle guerre con conseguenti crisi umanitarie.

 

Il tema scelto da Pedrosa è mutuato da una serie di opere del collettivo Claire Fontaine “Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere”: una serie di sculture al neon di vari colori che riproducono in diverse lingue “Stranieri Ovunque”.

Il valore semantico della parola straniero è il punto di partenza per una riflessione profonda sull’essere umano e la sua essenza, sulla sua identità e la sua appartenenza, o la non appartenenza.

“Ovunque tu vada, incontrerai sempre degli stranieri… non importa dove ti trovi, nel profondo sei sempre uno straniero”.

 

(Adriano Pedrosa)

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Collettivo Claire Fontaine "Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere"

Gli artisti e le opere in mostra

 

Le opere di 332 artisti provenienti da diverse parti del mondo sono suddivise in due nuclei: il Nucleo Contemporaneo e il Nucleo Storico.

Il Nucleo Contemporaneo si concentra sulle diverse letture del termine “straniero”, in relazione alle questioni di migrazione, inclusione, ospitalità.

Tra gli artisti invitati ci sono nomi noti come Pacita Abad, Etel Adnan, Claudia Andujar, Iván Argote, Tania Bruguera, Cildo Meireles, Shirin Neshat, Adrian Piper, Walid Raad, Doris Salcedo, Kara Walker e molti altri.

 

Il Nucleo Contemporaneo ospita anche una sezione speciale dedicata al progetto Disobedience Archive di Marco Scotini: una collezione di video, documenti e materiali che testimoniano le pratiche di resistenza e disobbedienza civile nel mondo.

 

Il Nucleo Storico, invece, è composto da opere del XX secolo provenienti dall’America Latina, dall’Africa, dall’Asia e dal mondo arabo, in una rilettura del modernismo globale. Le opere sono raggruppate in tre sezioni: Ritratti, Astrazioni e diaspora artistica italiana (tra gli altri artisti Nenne Sanguineti Poggi).

Per citarne solo alcuni, Zubeida Agha, Dia al-Azzawi, Miguel Alandia Pantoja, Aloïse, Giulia Andreani, Rafa al-Nasiri, Affandi, Mariam Abdel-Aleem.

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Adriano Pedrosa e Roberto Cicutto la cui presidenza si è appena conclusa a favore di Pietrangelo Buttafuoco.

La natura internazionale della Biennale ne fa un osservatorio privilegiato sullo stato del mondo attraverso la trasformazione e l’evoluzione delle arti.

 

(Roberto Cicutto, Presidente La Biennale di Venezia)

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Mostre ed esposizioni che abbracciano l’arte contemporanea

 

Come sempre, Arsenale e Giardini saranno le sedi principali della Biennale di Venezia, ma la mostra curata da Pedrosa e i novanta padiglioni nazionali saranno accompagnati da trenta eventi collaterali diffusi nella città e una sezione speciale a Forte Marghera dedicata al lavoro dell’artista italiana Nedda Guidi.

 

Al Padiglione giapponese Yuko Mohri farà riferimento alla pandemia, alle alluvioni di Venezia del 2019, alle proteste per il clima, ponendo la falsa dicotomia “cosa vale di più, l’arte o la vita?”. L’opera avrà la forma di frutta in decomposizione attaccata a elettrodi che generano luce e suono.

A rappresentare la Gran Bretagna è John Akomfrah, che dedica le sue installazioni video e i suoi film ai temi del razzismo, dell’ingiustizia sociale, delle crisi ambientali e dell’eredità post-coloniale.

Jeffrey Gibson rappresenta gli Stati Uniti: il primo artista di origine Cherokee. Sculture, dipinti, installazioni con cui vuole “cambiare il modo in cui la gente pensa all’indigenità”.

 

Promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali senza fini di lucro, diversi eventi hanno puntualmente arricchito le varie edizioni della Biennale di Venezia.

L’edizione di quest’anno presenta progetti provenienti da Bangkok, Barcellona, Berlino, Cincinnati, Cleveland, Düsseldorf, Gangneung-si, Gottinga, Gwangju, Hannover, Hong Kong, Lagos, Londra, Long Beach, Macao, Madrid, Mumbai, New York, Palestina, Parigi, San Juan, Seul, Taipei, Toronto, Venezia, Wakefield, Varsavia, Wonju-Si.

 

La contemporaneità dell’Arte a Venezia ci porta ad esplorare altri luoghi iconici: 

 

Al Museo Fortuny, “Ripensare il Paesaggio vs Ripensare l’Identità” dal 20 aprile al 24 novembre 2024.

La mostra propone una riflessione sul rapporto tra paesaggio e identità, tra natura e cultura, tra reale e virtuale, attraverso le opere di artisti contemporanei che si confrontano con le visioni di Mariano Fortuny e di altri maestri del passato.

La mostra coinvolge sia gli spazi interni che esterni del museo, creando un dialogo tra le opere esposte e il contesto urbano e naturale di Venezia.

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Appuntamenti e iniziative correlate

 

 

L’offerta culturale della Biennale è animata da progetti originali e innovativi: mostre, installazioni, performance, workshop e laboratori.

 

Tra gli eventi correlati alla Biennale Arte 2024:

 

Above Zobeide: una mostra organizzata dal Macao Museum of Art, che presenta le opere di artisti macaoesi e internazionali, ispirate alla città immaginaria di Zobeide, descritta da Italo Calvino ne Le città invisibili.

 

City of Refuge III: una mostra personale dell’artista belga Berlinde De Bruyckere, ospitata nell’Abbazia di San Giorgio Maggiore, che propone una riflessione sul concetto di rifugio, sia materiale che spirituale.

 

Cosmic Garden: una mostra curata dalla Chanakya Foundation, che esibisce le opere di artisti indiani e internazionali, che si confrontano con il rapporto tra natura e tecnologia, tra ecologia e spiritualità.

la Biennale è come un viaggio in quella parte del pianeta che l’eurocentrismo della nostra cultura aveva rappresentato poco e male finora, perlomeno a Venezia.

Per maggiori informazioni sugli appuntamenti e le iniziative correlate alla Biennale Arte 2024, puoi visitare il sito ufficiale o consultare il catalogo della mostra.

Biennale Arte 2024 | Biennale Arte 2024: Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere (labiennale.org)

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Museo Fortuny e mostre a Venezia nel 2024

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