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Piazza San Marco non sarebbe la stessa senza il Caffè Florian, ma il Florian non sarebbe mai esistito senza l’intuito brillante del suo fondatore. Nel 1720, Floriano Francesconi aprì le porte della “Venezia Trionfante“, un locale destinato a cambiare la storia della città e le abitudini dei suoi cittadini.

 

Da semplice bottega a fulcro della vita intellettuale europea, ripercorriamo la vita e la visione dell’uomo che ha dato il proprio nome al caffè storico più antico del mondo, creando un’eredità che vive intatta ancora oggi.

Venezia nel 1720 e l’intuizione geniale di Floriano Francesconi

 

Nella Venezia del primo Settecento — una città vivace, cosmopolita e percorsa da fermenti culturali — Piazza San Marco era il centro nevralgico della vita pubblica. Francesconi intuì il potenziale di quell’area e decise di prendere in affitto dai Procuratori di San Marco uno spazio sotto le Procuratie Nuove. Il locale era modesto, composto da sole due sale (quelle che sono l’attuale ingresso e la Sala del Senato), ma la posizione era strategica.

Dipinto di Francesco Guardi, Uomini mascherati che prendono il caffè al Florian

Dipinto di Francesco Guardi, Uomini mascherati che prendono il caffè al Florian.

L’obiettivo era inaugurare la bottega in coincidenza con l’apertura del Carnevale, il 26 dicembre, quando il celebre liston della Piazza si riempiva di maschere, nobili e visitatori. Un ritardo nei lavori di falegnameria costrinse però Francesconi a far slittare l’apertura di tre giorni.
Le porte s’aprirono finalmente il 29 dicembre 1720, accogliendo i primi clienti in cerca di riparo dal freddo invernale e di una tazza di bevanda calda.

Alla Venezia Trionfante: il primo nome di un vero mito

“Alla Venezia Trionfante”: questo fu il nome scelto da Floriano Francesconi per la sua bottega, un nome orgoglioso ma malinconico. Nel 1720, infatti, la Repubblica Serenissima stava progressivamente perdendo il suo antico peso politico ed economico, e quel richiamo alla “trionfanza” suonava quasi stridente agli occhi dei veneziani.

Insegna Florian

L'insegna Florian posta sopra l'ingresso del Caffè di Piazza San Marco.

A cambiare il corso delle cose fu l’affetto dei clienti verso il proprietario. Nel parlato quotidiano, le persone presero l’abitudine di dire semplicemente: «Andemo da Florian!». La troncatura della vocale finale, tipica del dialetto veneziano, trasformò Floriano in “Florian“.
In breve tempo l’insegna ufficiale rimase confinata ai soli registri catastali, lasciando spazio al nome con cui il mondo lo avrebbe conosciuto per sempre.

L’evoluzione da bottega del caffè a prestigioso salotto letterario

 

Nei suoi primi anni, il Florian appariva molto diverso da come lo conosciamo oggi. Le due sale originarie erano scarne in termini di arredamento ed esposte direttamente agli eventi atmosferici in quanto sprovviste delle vetrate che oggi isolano l’interno.

 

Le cronache del tempo descrivono i frequentatori avvolti nei loro lunghi tabarri e con il tricorno in testa, intenti a sorseggiare il caffè con i piedi sulla neve e gli scaldini tra le mani. Con l’arrivo della bella stagione, Francesconi ebbe l’ulteriore intuizione di disporre tavoli e sedie direttamente sulla Piazza, creando il primo vero salotto all’aperto della città.

 

Il successo fu immediato. Intorno al 1750 il locale si ampliò con l’aggiunta di altre due sale, le attuali Sala Cinese e Sala Orientale.

Divanetti rossi sala cinese Sala Orientale Caffè Florian

Da questo momento, il Florian cessò di essere un semplice luogo di ristoro o di gioco d’azzardo per diventare un centro d’osservazione sociale e culturale. Fu proprio seduto a questi tavoli che nel 1760 il conte Gasparo Gozzi concepì la Gazzetta Veneta, uno dei primi esempi di giornalismo moderno in Italia, e che nel 1893 nella Sala del Senato, l’allora Sindaco Riccardo Selvatico, insieme a un gruppo di amici e intellettuali, formulò nella Sala del l’idea di creare una mostra internazionale d’arte che ben presto diverrà nota in tutto il mondo come la Biennale d’Arte moderna di Venezia.

L’accoglienza di intellettuali e personalità illustri dell’epoca

“Come trovare un altro luogo fuori di questo dove sia così bello lasciarsi vivere!” Varcate dunque quest’insolita soglia di legno incastonata di tasselli di marmo che v’introduce nel monumento più squisito fra quanti ce ne rimangono, che sia stato mai dedicato alla gloria della città, immortalata da Goldoni, Vivaldi, Tiepolo, Longhi, Canaletto e Guardi: si aprono per voi le porte di un universo di bellezza che miracolosamente convive nella Venezia d’oggi, continuando a tramandare una civiltà e una gioia di vivere ispirata alla più dolce nostalgia.”

Con queste parole il poeta e scrittore Henri de Régnier racchiudeva l’essenza profonda del Florian: non un semplice locale in cui sostare, ma uno specchio privilegiato da cui osservare, incontrare e lasciarsi avvolgere dalla vita veneziana.

 

Fin dalle sue origini, il Caffè si è infatti affermato come un punto di riferimento imprescindibile per la cultura internazionale, attraendo menti illuminate, artisti ed esponenti dell’alta società. Tra le sue Sale hanno trovato rifugio e ispirazione figure storiche di primissimo piano: da Giacomo Casanova, che lo sceglieva per i suoi incontri galanti favoriti dal fatto che il Florian fosse l’unico locale dell’epoca ad ammettere le donne, fino ai grandi maestri della letteratura e dell’arte. Tra i suoi tavolini hanno seduto Lord Byron, Percy Bysshe Shelley, Charles Dickens, Johann Wolfgang von Goethe ed Ernest Hemingway, oltre a compositori come Giuseppe Verdi e Wagner.

Il profondo legame del locale con la storia della Serenissima

 

C’è un dettaglio che permette ancora oggi di riconoscere immediatamente il legame indissolubile tra il Florian e Venezia: il Leone di San Marco. Il leone alato, simbolo imperituro della Serenissima, accoglie i visitatori nel prezioso mosaico all’ingresso e ricorre con eleganza nei prodotti a marchio Florian, dalle porcellane alle confezioni dedicate alla storia del locale.

 

Non si tratta di un mero elemento decorativo, bensì del filo conduttore che unisce il Caffè alla sua città natale. Da oltre tre secoli, il Florian è testimone silenzioso e partecipe della vita veneziana, avendo attraversato la caduta della Repubblica, i turbamenti politici dell’Ottocento e le trasformazioni sociali che hanno ridisegnato il volto della città nel corso del Novecento.

Mosaico leone logo Florian

Mosaico con leone alato, simbolo dello storico legame tra il Florian e la città lagunare.

Custodire la storia in Piazza San Marco come eredità di Floriano

 

Per comprendere appieno ciò che Floriano Francesconi ha saputo creare, basta riscoprire il modo in cui il locale veniva descritto già nell’Ottocento. Intorno al 1836, Honoré de Balzac rimase affascinato dalla straordinaria poliedricità del Caffè, definendolo al contempo una borsa affari, un foyer teatrale, un gabinetto di lettura, un club privato e persino un confessionale. Era, in altre parole, uno spazio vivo in cui fare confluire persone, idee e vicende umane estremamente differenti.

 

È proprio questa la più grande eredità di Francesconi: non aver aperto una semplice bottega da caffè, ma aver dato vita a un luogo dinamico, capace di adattarsi alla città e di accompagnarne le metamorfosi nel tempo. Oggi, varcando la soglia del Florian, ci si siede negli stessi ambienti che hanno accolto generazioni di veneziani e viaggiatori da ogni angolo del mondo. Anche se gli arredi si sono arricchiti nel tempo e le abitudini sono immancabilmente cambiate, la vocazione originaria è rimasta intatta: offrire a chiunque entri un punto di vista privilegiato su Venezia, per scoprirla e sentirsi, anche solo per un momento, parte integrante della sua storia.

Domande frequenti sul Florian

 

Chi ha fondato il Caffè Florian?

Il Caffè Florian è stato fondato da Floriano Francesconi, che lo inaugurò inizialmente con il nome Venezia Trionfante.

 

Qual è il caffè più antico di Venezia?

Il Caffè Florian è il più antico di Venezia (e del mondo), attivo ininterrottamente in Piazza San Marco fin dalla sua apertura.

 

Perché si chiama Caffè Florian?

Prende il nome dal suo fondatore, Floriano. I clienti veneziani presero l’abitudine di dire nel loro dialetto «Andemo da Florian!» (“Andiamo da Florian!”), rendendo l’abbreviazione del nome celebre in tutto il mondo.

 

In che anno è nato il Caffè Florian?

È nato il 29 dicembre 1720.

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